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Fumare la Pipa

La pipa italiana · Volume primo

Diciassette ottobre

Il romanzo comincia il 17 ottobre e finisce il 17 ottobre dell’anno dopo. Chi lo comincia quel giorno se lo ritrova addosso in stagione, per dodici mesi.

di Emilia Orefice · che nel 2002 fondò Fumare la Pipa

Il 17 ottobre non è una data scelta per fare colpo. È il giorno in cui a Bologna l’aria fa due o tre carezze gentili e poi ti guarda come a dire però domani, attento. È il giorno in cui un uomo di trentadue anni non riesce più a stare seduto, esce di casa ed entra in una tabaccheria senza sapere bene perché.

Da lì il libro prende un anno intero. Il primo mese è il primo mese davvero: la pipa che si spegne, il tabacco comprato a caso, la lingua bruciata. A dicembre è dicembre, a febbraio fa freddo, la primavera arriva quando arriva, l’asta è d’inverno e il giardino è di maggio. L’ultimo capitolo è un altro 17 ottobre.

Come si legge in tempo reale

Comincialo il 17 ottobre. Poi vai piano: un capitolo ogni tanto, come si fuma. Venti capitoli in dodici mesi vogliono dire poco più di uno ogni due settimane e mezza, e se tieni quel passo il libro ti cammina accanto con le sue stagioni sopra le tue. Quando il protagonista sente il primo freddo, hai freddo anche tu. Quando a maggio mettono fuori le sedie dei bar, le mettono fuori anche dalle tue parti.

Non è un obbligo e non cambia niente nel testo: il libro è lo stesso anche letto tutto in tre sere, e c’è chi lo preferisce così. È solo che è stato scritto con questo ritmo dentro, e chi lo asseconda ci guadagna.

Il calendario dei venti capitoli

Dove il romanzo dice una data, qui sotto c’è quella data. Dove dice il giovedì successivo, c’è il periodo. Non ci sono anticipazioni: solo il tempo.

Cap.TitoloQuando
ILa signora del bancoIl 17 ottobre
IIEducare la radicaI giorni subito dopo
IIIIl giro della fiammaFine ottobre
IVIl cassetto del CommendatoreFine ottobre
VL’anello d’argentoInizio novembre
VILa confessioneInizio novembre
VIIUna piccola crepaIl 5 novembre
VIIIPesaroMetà novembre
IXIl viaggioMetà novembre
XUna stretta di manoIl 15 dicembre
XIDa CesarinoIl 5 gennaio
XIIL’astaIl 4 febbraio
XIIILe voci basseIl 14 febbraio
XIVModenaIl 28 febbraio
XVLa cornice doppiaIl 6 marzo
XVILa sesta pipaIl 1° aprile
XVIIIl giardinoIl 6 maggio
XVIIIIl flakeIl 1° giugno
XIXSan LazzaroIl 16 luglio
XXDiciassette ottobreDa fine luglio al 17 ottobre

Se lo vuoi su carta per il 17 ottobre, ordinalo qualche giorno prima: il corriere ci mette il suo. Su Kindle ce l’hai in un minuto, anche la mattina stessa.

Che libro è

Un romanzo sull’ultima generazione di un mestiere che finisce. I nomi dentro sono quelli veri: Guidi e la scuola pesarese, Sordini a Cagli, Scotti a Cantù, i Santambrogio sul lago di Varese, Becker scappato da Vienna nel 1938, Boscolo che a Chioggia fa ancora la pipa di terracotta con gli stampi che si è rifatto da solo. Ogni data e ogni bottega sono state verificate incrociando vent’anni di forum, gli articoli d’archivio e le fonti in rete.

E poi c’è la ragione per cui l’ho scritto davvero, che con le pipe c’entra di striscio: un figlio che scopre suo padre dieci anni dopo, dentro una scatola tenuta in fondo a un armadio. La pipa è soltanto il modo in cui certe cose, fra uomini, si riescono a dire.

Trecentododici pagine. Primo volume della collana La pipa italiana.

Compralo su carta Leggilo su Kindle

Il primo capitolo, gratis

Sono le sedici pagine del 17 ottobre: la giornata in cui tutto comincia. Lascia la mail e te le mando in PDF, senza impegno. Poi due o tre lettere l’anno dal cantiere del volume secondo, quello sui tabacchi. Niente altro, e ti cancelli quando vuoi rispondendo a una qualsiasi.