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    La Pipa preferita
    09/07/2007

    Autore: un socio FLP


    C'è una sola cosa più bella del fumare la pipa: lo scrivere di pipe!
    Accingendomi a scrivere di pipe ripercorro mentalmente la mia collezione, le immagini, i tabacchi e i ricordi che più possano adattarsi al momento. Perchè scrivere di pipe senza fumare la pipa è
    un controsenso.
    Il tutto avviene automaticamente: si sceglie il tipo di pipa, il tipo di tabacco e via, il lavoro può cominciare.
    Ma non è tutto così scontato, la scelta "automatica" cela in realtà un complesso processo che rende unico questo modo particolare di bruciare il tabacco. Infatti la pipa è l'unica attività edonistica che presuppone un continuo lavoro di ricerca e selezione che porta ad affinare il proprio modo di fumare e i criteri di scelta della pipa medesima. Ad esempio, bere un buon vino presuppone sicuramente una questione di crescita del proprio gusto e della propria sensibilità
    personale, ma di solito la scelta del bicchiere in cui berlo è questione di pochi attimi. Lo stesso non avviene quando si fuma tabacco da pipa, in quanto la scelta del contenitore è importante quanto il contenuto.
    Di solito si inizia per curiosità e se si è fortunati, magari con l'assistenza di qualche fumatore esperto, si arriva a scoprire il complesso mondo della pipa e dei suoi trinciati. Sulle prime si resta
    smarriti ed affascinati di fronte alle vetrine in cui brillano con le loro vernici dal morbido riflesso pipe di ogni genere e forma, la fantasia si accende e gli occhi cominciano anch'essi a brillare di
    luce nuova. Questa è una sorta di meraviglia che il fumatore di pipa, anche quello più esperto, non cessa mai di provare di fronte ad una pipa nuova, ma quello che cambia con il tempo è il fattore "esperienza", ossia quel patrimonio che porta in modo più o meno oculato ad una scelta piuttosto che ad un'altra. Qui si apre il variegato mondo dell'individualità che il mondo dei mastri pipari cerca in qualche modo di guidare e soddisfare con pipe dalle forme più disparate.
    Sembra impossibile, ma ci vogliono anni ad imparare a fumare bene la pipa, in questo periodo le prove di tabacchi e nuove pipe si succede ad un ritmo più o meno serrato, ed ogni fumatore arriva ad una scelta che è unica nel suo genere, completamente diversa da quella di altri fumatori di pipa.
    Ma ciò che accomuna tutti i fumatori di pipa, è che con il tempo
    cresce l'esigenza dell'affidabilità: dato che spesso le buone pipe
    rappresentano un investimento monetario tutt'altro che trascurabile,
    il fumatore vuole d'altro canto una pipa "sicura", che sappia accompagnarlo senza troppi problemi. Sì, perchè ogni pipa, anche la più bella ed appariscente, con il tempo deve acquisire una sua capacità di discrezione: il fumatore non desidera una protagonista sempre in piano piano, ma una compagna fedele con cui camminare assieme nella vita.
    Ed è per questo motivo che il fumatore con il tempo si affeziona da un marchio, piuttosto che ad un altro, ad una forma, piuttosto che ad un'altra.
    Si sceglierà Castello per lo spiccato ed intenso sapore delle sue radiche lavorate artisticamente, si sceglierà Dunhill per la loro proprietà di "leggere" l'ampio spettro dei sapori e portabilità, si
    sceglierà Savinelli per la costanza di qualità tra pipe costose ed economiche, e così via andando a perdersi nell'amplissima scelta di pipe offerte dal mercato nazionale e straniero.
    Di solito un fumatore si affeziona ad un marchio quando questo è capace di offrire pipe che ai suoi occhi (e al suo palato), un continuum di fumabilità e qualità di fumo.  Con il tempo il fumatore si lascia meno sedurre dalle forme elaborate e va, per così dire, al "sodo": egli desidera pipe che fumino e che glielo permettano senza troppi problemi. In questo senso il fumatore dedito ad un minimo di due o tre fumate al giorno sente anche l'esigenza di pipe
    leggere, poco ingombranti, che riposino in fretta e che siano sempre pronte all'uso. Sotto questo punto di vista le cosiddette pipe "piccole", ossia oggetti la cui dimensione varia dai tredici ai dieci
    centimetri di lunghezza, rappresentano spesso la scelta obbligata e i denti ringraziano. E' qui che un marchio, piuttosto che un'altro può fare la differenza, perchè ci si accorge che la fumata in una piccola pipa è di durata simile a quella di una pipa con fornello di maggiori dimensioni. Questi sono i misteri della pipa e non per niente sono perlopiù solo i fumatori esperti ad accedervi. Ma il bello della pipa è che nessuno è mai esperto abbastanza, lungo questo cammino di vera e propria iniziazione, costellato da successi e fallimenti, i fumatori comunicano e scambiano i loro pareri, crescono ed acquisiscono conoscenze tali che la scelta di una nuova pipa sarà sempre più consapevole e meno improvvisata.

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