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Musicò: il progetto Foundation
02/05/2006
di  Saltydog
I suoi libri, la sua bicicletta... e una vita dedicata al mondo delle pipe. Ma a Giorgio Musicò non è mai piaciuto vendere le sue pipe senza essere prima entrato in una sorta di scambio intellettuale con il suo nuovo cliente; si tratta di instaurare un percorso di comunicazione tra la sua pipa e chi se la porterà via nella tasca: è come un voler verificare che chi acquista sia sinceramente interessato a quell'oggetto di radica tanto da meritarne poi le giuste fumate. Giorgio però non interferisce sulla scelta del cliente, ma lo guida con perizia attraverso i meandri tecnici di quello che lui definisce "un pezzo di legno con un bocchino", per arrivare così alla definizione di pipa essenziale secondo Giorgio Musicò: leggera, elegante, sobria, trasportabile.

Non bisogna andare di fretta quando si entra nel negozio-laboratorio di Via di San Vincenzo 29, a Fontana di Trevi a Roma. Varcando quella soglia si entra in una dimensione temporale dilatata: man mano che si percorre il locale, si viene avvolti dalla magia della radica, da un antico astuccio in cui riposa una preziosissima schiuma "fin-de-siècle", dalla mostra delle Dunhill, Charatan, Parker, fino ad arrivare alla parete in fondo dove poggiano le produzioni più recenti del laboratorio Musicò: le pipe Foundation. Ma per capire la filosofia su cui poggia il progetto Foundation - il perfezionamento del progetto finale di Giorgio - occorre necessariamente ripercorrere alcune tappe fondamentali della sua storia personale.


Giorgio Musicò ha iniziato il suo meraviglioso viaggio nel mondo delle pipe nel 1955 quando, ancora ragazzino, viene a sapere che da Carmignani cercano un fattorino: erano tempi in cui anche un lavoro da fattorino poteva risolvere molti problemi nella vita di un ragazzo e della sua famiglia. In quegli anni, fino almeno alla metà degli anni '60, la pipa inglese aveva raggiunto l'apice della sua affermazione e Giorgio iniziò subito ad apprezzare il marchio Dunhill, definendolo ancora oggi "il più grande stilista di pipe". L'industria italiana, all'epoca, produceva una grande quantità di semi-lavorati che poi esportava completamente verso l'Inghilterra. Alla fine degli anni '60 Giorgio Musicò inizia ad interessarsi attivamente alle specifiche tecniche delle pipe Carmignani, collaborando con le industrie italiane ed estere nella selezione dei modelli più consoni alle richieste del mercato che, in quel momento, era per lo più composto da una clientela molto selezionata e raffinata. Successivamente dirige il laboratorio di assistenza e riparazione di Carmignani, che sarà per lui l'esperienza formativa più importante, permettendogli di entrare direttamente nell'aspetto tecnico della modifica e costruzione della pipa (proprio in quel laboratorio incontrerà più tardi anche Fabio Marchese, uno degli artigiano del progetto Foundation).

Alla fine degli anni '70 sarà proprio Giorgio Musicò a tenere a battesimo da Carmignani le pipe di Fritz Becker, Baldi, Munalli e Vascello. Gli artigiani che vogliono vedere le loro pipe esposte da Carmignani, infatti, dovranno superare i criteri di funzionalità della supervisione tecnica di Giorgio, il quale detta le misure precise della "sua pipa".


Dopo questo preziosissimo "prologo" formativo, il progetto di Giorgio Musicò inizierà a prendere forma intorno alla fine degli anni '80 quando lascerà Carmignani per aprire un negozio con cui mettere in pratica la sua esperienza: si associa con Paolo Becker, l'artigiano che in quel momento si dimostrava il più preparato per affrontare il suo progetto, e quindi ha finalmente a disposizione un proprio laboratorio di produzione. In quel laboratorio inizia a lavorare anche suo figlio Massimo, il cui rapporto con il padre era sempre stato mediato dalla pipa: la famiglia "estesa" di Massimo era tutto il mondo della pipa, i suoi zii erano i clienti e i costruttori, il suo Luna Park era la sede di Lubinski! Massimo inizia la sua attività attraverso l'assistenza tecnica e le riparazioni, per arrivare poi - verso la metà degli anni '90 - ad una propria produzione diretta delle pipe Becker & Musicò.


Le pipe di Musicò assumono così sempre più le forme delle pipe inglesi degli anni '50, attraverso il percorso di formazione di Giorgio, fino a giungere nel novembre del 2005 alla fase finale di questo progetto: le pipe Foundation. Il nome Foundation rappresenta un gruppo di artigiani (Massimo Musicò, Fabio Marchese e Flavio Benucci), che producono sulla base del "diapason" storico di Giorgio. Le linee riflettono il perfezionamento dei suoi 50 anni di esperienza, ma ognuno mette la propria "calligrafia" all'interno del prodotto, aumentando la diversificazione interna. Gli artisti hanno libertà nella progettazione e nell'esecuzione del manufatto, che deve comunque essere conforme agli standard del progetto (materiale di partenza, accuratezza della lavorazione e linee generali di forma).

Oggi le pipe Foundation rappresentano sul mercato italiano uno dei prodotti con più alto rapporto qualità/prezzo. Alla nostra domanda su questo argomento, Giorgio e Massimo hanno risposto: "Foundation realizza un prodotto di alta qualità, il cui prezzo di vendita è determinato dai costi della materia prima, del lavoro dell'artigiano e dei costi generali del negozio. La nostra arte e la nostra esperienza non incidono in alcun modo sul prezzo: non sono in vendita, le regaliamo ai nostri clienti..."
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