Iscriviti su FLP! »

Gadget-FLP


Contattaci

Webmaster
 
admin

Soci online

Dettaglio degli utenti online Iscritti: 0
Visitatori: 12

Articoli

Metodo per novizi di prova di tabacchi
16/06/2005

Il socio abelgrifo si cimenta, stavolta, con un articolo che vuole essere una sorta di guida per il novizio alla interpretazione sensoriale dei tabacchi.
Qui non si vuole dare una vera e propria classificazione ma si vuol tentare di definire il una mappa che conduca verso la scoperta dei componenti misturali di una miscela attravoso gli occhi la lingua, il naso e le dita.
Si propone, da un lato, uno scopo squisitamente didatico, dall'altro una strizzata d'occhi agli esperti che verranno senz'altro stimolati a una riflessione.


 


Raccolgo un’idea di Lupo Generoso e provo a fare qualche distinzione tra i tabacchi da pipa, in modo che anche chi non ha una grande esperienza possa usarla come una mappa per orientarsi. Chiaramente ogni mappa ha le sue semplificazioni e con un po’ di esperienza si impara ad usarla al meglio, per poi farne a meno quando ormai si conosce la strada. Ma chi sono i novizi a cui mi rivolgo? Sono quei fumatori di pipa che, o perché principianti o perché “non ci ho fatto mai caso”, quando sentono la composizione di un tabacco non riescono ad immaginarne, a grandi linee, gusto, odore e aspetto. Per costruire questa classificazione, quindi, prescinderò dai riferimenti tipici tenendo in considerazione elementi direttamente desumibili dalle miscele come ad esempio il colore dei componenti, il loro profumo prima di fumare, il loro “aroma” e cioè il profumo che è percepibile dagli altri mentre il tabacco viene fumato, gli elementi che spiccano nel gusto e che diventano caratteristici, ed infine il taglio del tabacco. Insomma ho immaginato le domande di chi deve ancora farsi un gusto, deve discernere i gusti delle specifiche basi e vuole saperne di più. Ne è nato un metodo di prova e una classificazione un po’ sui generis. Vediamo anzitutto il metodo:


Anzitutto guardate attentamente la confezione e passate un po’ di tempo a cercare di capire quali informazioni potete trarne. Poi aprite la confezione. A questo punto prendete il tabacco, tutto, e mettetelo su un tovagliolino di carta. Osservatelo attentamente ed annotate le impressioni che ne ricavate. Avete cinque sensi a disposizione, quindi usateli. Anzitutto guardate il taglio. Questo elemento vi dirà moltissimo su come brucia il tabacco e come va caricato. Più è sottile e più brucia rapidamente, quindi attenti a scottarvi la lingua. In questo caso se avete dei dubbi sulle vostre capacità di fumatori, caricate in modo più lasco del solito e tirate piano. Se il taglio è normale, ma irregolare, ad esempio ci sono tagli misti composti da pezzi lunghi e pezzi a cubetti, allora aprite il tabacco, scioglietelo usando le mani, fatelo arieggiare, ma soprattutto rimescolatelo. Se si tratta di flake, strisce di tabacco pressato, sul momento lasciatelo com’è. Al momento di fumarlo potrete scegliere di piegare la striscia ed infilarla piegata direttamente nella pipa compattando tutto con il pigino, oppure sbriciolarla prima del caricamento. Ricordate che nel primo caso avrete una carica molto umida e compatta, quindi un po’ difficile da accendere, mentre nel secondo caso la carica sarà normale. Il problema è che nei due modi non si ha lo stesso gusto, quindi fate delle prove per ogni tabacco con ciascuno dei due sistemi.
Avete osservato il taglio ed avete toccato il tabacco. Ora si tratta di stabilirne il grado di umidità tenendo presente che i tabacchi molto umidi o sono pressati o sono molto conciati, mentre i tabacchi più secchi bruciano di più ed hanno un aroma più sincero, e spesso meno tollerato dagli altri. A questo punto individuiamo i colori del trinciato. Vanno dal giallo chiaro al nero con riflessi blu. Esistono trinciati abbastanza uniformi nella colorazione ed altri più vari. In quest’ultimo caso prendiamo nota di quanti tabacchi apparentemente diversi ci sono ed appuntiamoci i loro colori. Tocchiamoli singolarmente, individuiamo il loro odore e valutiamo le singole differenze di taglio e umidità. A questo punto riassumiamo per iscritto tutte le nostre impressioni. Sembra un procedimento lungo, ma è molto divertente. Prendete il tabacco che resta e mettetelo in un contenitore di vetro o di ceramica e lasciatecelo per un paio d’ore. A questo punto odorate la confezione che è rimasta vuota e l’odore che si è sparso nella stanza. Riportate le vostre impressioni. Se in casa c’è una donna non fumatrice, ascoltate e riportate anche le sue. Poi cambiate stanza, o aprite le finestre, e quando l’odore sarà scomparso e le due ore saranno passate, potete preparare la prima carica. Prima di ogni fumata odorate il tabacco, scoprirete che in molti casi l’odore è cambiato e l’umidità dei componenti si è assestata. Per ogni carica cambiate la compattezza del tabacco, una carica lasca, una media, una molto compressa e sintetizzate le impressioni di gusto. Alla fine di ogni fumata guardate la cenere e se c’è il fondiglio e pulite la pipa cercando di capire quando si sporca di più e quando di meno. Adesso che abbiamo capito cosa cercare e come farlo, proverò a sintetizzare come interpretare i nostri dati. Un’ultima avvertenza. Le prove si fanno a stomaco vuoto, lontano dai pasti per due motivi. Anzitutto perché dopo mangiato il gusto si modifica in relazione a quello che avete mangiato; in secondo luogo con lo stomaco vuoto si sentono distintamente anche gli effetti della forza nicotinica.


Latakia Taste


In questo gruppo mettiamo tutti i tabacchi caratterizzati dalla presenza di Latakia. Il Latakia è forse il più riconoscibile dei tabacchi da pipa. Nero di colore, a volte con viraggi verso il blu, è immediatamente riconoscibile per il caratteristico odore. A parole è indescrivibile, ma il profumo di questo tabacco, sovrasta quello di qualunque altro. Un non fumatore quando odora un tabacco con del Latakia, storce il naso, alle sue sensibili narici semplicemente puzza. Compatitelo, e ricordatevi che l’odore pungente di oggi è niente rispetto a quello del più classico Latakia, quando veniva essiccato su fuochi alimentati mediante un combustibile oggi fortunatamente desueto: lo sterco di animale. In ogni caso questo caratteristico odore impregna sia il tabacco che la confezione e rimane immutato anche quando il tabacco viene fatto arieggiare. Anche al tatto si differenzia da qualunque tabacco: è grasso ed umido. Insomma riconoscere i trinciati di questo gruppo è facilissimo. Al taglio si trovano in due tipi principali: sciolto e flake. Nei trinciati di questo gruppo la percentuale di Latakia è variabile, ma anche quando è in piccole dosi, resta caratterizzante e dato che il latakia è prezioso (ed è alla moda) la sua presenza viene sempre riportata in bella evidenza nelle composizioni. Sulle scatole spesso si trova la parola Balkan che indica sempre la presenza in dosi rilevanti di latakia (siete avvertiti). Fumato sviluppa un sapore ed un aroma anche qui inconfondibili. Fuma fresco, non pizzica in gola, ha un sapore mediamente dolce e meditativo. Per chi viene dai trinciati che più frequentemente spacciano ai novelli fumatori, la sensazione che colpisce di più è la freschezza della fumata e l’intensità del gusto, ma il vero segreto del latakia è la regolarità del gusto. Infatti, giustamente umido, si mantiene come una nota costante e personale per tutta la fumata. Se invece si secca, accentua la nota dolce e pizzica un po’ la gola, ma non perde la sua impronta. Con l’abitudine a fumarlo si matura la capacità di individuare una lunga serie di differenze di ogni tipo: colore, gusto, profumo, aroma. Il Latakia però non si fuma da solo, ha sempre dei compagni che lo modificano un po’ e con cui va più o meno in accordo. Solo con il virginia richiede una certa abilità nell’equilibrare la miscela, ma se il miracolo riesce si ottengono alcune delle più nobili preparazioni da pipa. Più semplice il rapporto quando si uniscono gli orientali, parenti stretti del latakia. La maggioranza delle mixture è infatti formata da Virginia, Orientali e Latakia, a volte addolciti dal cavendish. Con Burley e Kentucky il blend si fa serio, prende corpo e dolcezza, ma sfodera anche una nuova serie di tonalità di gusto tutte da scoprire, forse solo un po’ più ruvido. Sia chiara una cosa, però, il latakia è nobile (e costoso) e pretende compagni se non proprio nobili, comunque di alta qualità. Per farvi un’idea i tabacchi da provare sono: Balkan Sobraine, Caledonian 466, Dunhill (Standard, Early morning e, se lo trovate l’Aperitif), Mc Connell scottish mixture, Bill Bailey’s Balkan Bland, Old Ironside e Brebbia 9 Latakia Flake.


Perique Taste


Il Perique è un guastatore, nel senso militare del termine. Arriva all’improvviso, ti fa sapere che esiste e poi sparisce, lasciando la scena tra lo stupore generale. Scoprirlo alla vista in una miscela è impossibile a meno che non siate già certi che ci sia, al profumo è difficile. Dovete ricercare un odore speziato ed un colore scuro, ma mai nero. Non sopporta le aromatizzazioni, quindi il profumo di queste miscele, molto delicato, resta immutato dopo le famose due ore. Nei tabacchi è presente in piccole proporzioni, ma fa sempre parlare di sé. Anche lui è umido, ma mai quanto un latakia che è anche grasso al tatto a differenza del Perique, e spesso il suo taglio porta l’impronta di una pressatura. Per parlare del gusto del Perique dobbiamo mettere in luce una distinzione, quella tra piccante e pizzicore. Alcuni tabacchi pizzicano, a volte in gola, altre sulla lingua, ma questa è una sensazione tattile spesso derivata da una combustione troppo viva. Il perique è piccante e questa è una sensazione del gusto, cosa assai diversa. Per un bambino un cibo troppo caldo ed uno piccante “bruciano”, ma la differenza tra le due cose dovrebbe essere chiara all’adulto che abbia sviluppato sensi e linguaggio. Chiariamo anche un’altra cosa. Se assaggiate un tabacco, nel senso che lo masticate senza fumarlo, vi renderete conto che quasi tutti sono piccanti, ma il perique il piccante ve lo dona da fumato ed in questo senso è un’eccezione. Questo del sapore in fumata è il vero modo di rivelarsi del nostro, che poi ha la qualità di donare personalità e profondità ai componenti della miscela, soprattutto ai virginia con cui sposa in modo meraviglioso, ma guai ad esagerare, la miscela diventa infumabile, il piccante copre le sfumature ed addio piacere. Se tendete a fumare rapidamente, meglio stare lontani dal perique, al pizzicore si aggiunge il piccante e ci si allontana immediatamente da questi blend che sono invece pregiatissimi e rari. Tanto il latakia è serioso e prepotente, quanto il perique è dispettoso ed anarchico. I trinciati che lo contengono sono per esperti fumatori e sono frutto di blend tra componenti di alta qualità. Se il Virginia è il tipico, e un po’ altezzoso, compagno, il Cavendish è un semplice rimedio. Perique e cavendish vanno molto bene insieme, piccante il primo, dolce e solido il secondo, insieme consentono di allargare lo spettro del gusto di questi trinciati valorizzando anche gli altri componenti. Estremamente tipici i flake di Virginia e Perique, se vengono sbriciolati diventano più semplici da fumare. Per provare trinciati di questo gruppo: Three Nuns( ma in Italia non si trova più), Dunhill Elizabethan, T.o.I. Limerick, McConnell Red Virginia e Ashton 3.


A&C (Aromatic & Cavendish)


Questa più che una categoria, è una grande famiglia e, come ogni grande famiglia, nasconde tesori e magagne, geni e pecore nere. Il legame tra tutti i gruppi che specificheremo è però evidente. Si tratta dell’aroma dolce e pronunciato che questi tabacchi sviluppano in fumata, ma ancor più del gradevole odore che possiedono quando sono ancora nelle confezioni e proprio nelle confezioni cominciano le magagne. Questi tabacchi hanno infatti un’apparenza ed una sostanza e le due cose sono molto diverse tra loro, anche se questo non vuol dire che la sostanza sia assente. Cominciamo con il dire che non tutto quello che si sprigiona dalla busta o dalla scatola appartiene al tabacco, qualcosa appartiene alla confezione, si chiama top casing e si tratta in buona sostanza di una profumazione più o meno blanda che viene aggiunta a fine lavorazione. Non ha praticamente alcuna influenza sul fumo, l’effetto principale, se il tabacco è fresco, è qualche difetto di combustione che scompare asciugando il tabacco. Una volta arieggiato il tabacco e la stanza in cui fumate, il top casing se ne va, ma un profumo resta ed è un profumo diverso. Questo profumo appartiene al tabacco ed è un componente della concia. Tutti i tabacchi sono conciati, cioè addizionati di alcuni componenti chimici durante la lavorazione, ma non tutta la concia è fatta allo scopo di addolcirli e profumarli. Una parte ha la funzione di antimuffa ed un’altra ha la funzione di rendere il tabacco pronto ad accogliere la profumazione e a fissarla, ma a noi qui interessa quello che si vede e si sente e quindi tratteremo di dolce e di profumo. E veniamo ad un’altra distinzione. Non tutti i componenti di questo gruppo sono cavendish, anzi molti di essi non lo hanno mai visto, e non tutti i cavendish sono in questo gruppo. Ad esempio abbiamo visto che il cavendish viene usato come compagno di Perique e Latakia e nessuno si sognerebbe di definire questi tabacchi aromatizzati o peggio. Teniamo quindi sempre presente il profumo che è il nostro primo indicatore per questo gruppo. In ogni caso si fa spesso troppo presto a dire cavendish. Non è raro che per cavendish si scambi del Virginia e del Burley pressati e trattati, ma il cavendish prevede certe fasi precise ed un gusto abbastanza caratteristico. Ricordate che tutti questi tabacchi tendono a sporcare molto la pipa, soprattutto gli scuri. Adesso che il top casing se ne è andato, possiamo distinguere qualche ramo di questa sterminata famiglia


1)A&C tradizionali


In questo ramo troviamo pochi tabacchi ma facilmente riconoscibili. In Italia ci sono il Clan e lo Flyng Dutchman, tanto per fare qualche esempio. Hanno un taglio molto fine che è la loro vera caratteristica comune in quanto si tratta di un taglio tradizionale, quindi una combustione rapida e pericolosa per la salute della lingua. Il gusto è estremamente complesso, come la composizione, ma l’aroma è intenso e personale. I colori dei tabacchi quasi sempre chiari, tanto che è facile confonderli per trinciati da sigarette. In compenso regalano grandi soddisfazioni ai fumatori quieti ed esperti, magari con mogli non fumatrici.


2) A&C Regular


Siamo qui nel regno dei cavendish senza aromatizzazioni riconoscibili. I Cavendish sono tabacchi complicati che derivano da altri tabacchi. Tutto può diventare cavendish se sottoposto ripetutamente a pressione, cambio di temperatura e concia secondo metodi prestabiliti, per fare un esempio negli Amphora ci sono Virginia, Burley Orientali ed altri componenti tutti sottoposti a trattamento cavendish. Alla vista vanno da un marroncino chiaro allo scurissimo, dai golden ai dark o addirittura black. Il profumo è immancabilmente cioccolatoso. Con il passare del tempo anche il cavendish perde un po’ del suo odore. I tipi che lo conservano meglio sono quelli che derivano dal Burley. Al variare del colore variano gusto ed aroma con gli scuri che hanno un profumo e un aroma più intenso dei chiari. Nel gusto sono dolci e richiamano cioccolato e nocciola. I più chiari al mio gusto hanno note che mi richiamano le arachidi. Hanno diversa forza, ma quasi sempre un buon corpo. I cavendish di forza e profumo medio sono eccellenti nell’allungare le miscele e per questi fini eccellono l’Amphora original, lo Skandinevik regular o Aromatic e il Troost Ultramild. All’interno di questo gruppo c’è un sottogruppo che è quello dei Black Cavendish cui appartengono ad es. il Troost Black ambrosia ed il Neptune. Oltre ai citati altri tabacchi da provare per comprendere altre declinazioni del tipo sono: Troost Aromatic, Amphora (tutti), Skandinavik mixture, Mac Baren (mixture e Golden Blend).


3) A&C Fruit&Flower


In questo gruppo rientrano tabacchi il cui profumo è ispirato a frutti e fiori. Ve ne sono di molte qualità, anche di altissima, e possono essere sia monotematici che ispirati contemporaneamente a più profumi sempre di natura vegetale. Nelle preparazioni di bassa qualità domina il top casing, che ci mette più tempo a sparire rispetto alle canoniche due ore, ma che una volta sparito lascia il tabacco con un sapore deludente. In quelle di alta qualità i tabacchi sono di solito un po’ più scuri ed il top casing, pure intenso, convive con una profumazione diretta del tabacco che persiste più a lungo. In alcuni tabacchi di altissima qualità, penso ai The Season e a qualche Ashton, addirittura il gusto migliora dopo che il top casing è sparito, ma si tratta di rari casi. Per i monoaromatizzati il profumo è deciso e riconoscibile, dominano Ciliegia e Vaniglia. Il gusto però spesso si discosta nettamente dall’aroma. Se infatti l’aroma richiama decisamente l’aromatizzazione, il gusto è normalmente dolce, ma ha solo qualche nota dell’aromatizzazione. Ovviamente questo non significa che il gusto sia deludente o poco personale, anzi gli ottimi della categoria hanno un gusto proprio, deciso e inconfondibile, solo che se la confezione dice ciliegia, il gusto dice anche ciliegia, ma anche qualcosa in più. I poliaromatizzati sono più interessanti, perché di solito di qualità mediamente migliore, ma anche in questo caso Aroma e Gusto viaggiano su binari distinti. Per i monoaromatizzati: Sweet Vanilla, Borkum Riff Cherry, McLintok Ciliegia. Per i poliaromatizzati: The season (tutti), Ashton 6.


4) A&C alcolici


Passiamo dalla natura ai prodotti dell’uomo. In questo caso dominano le miscele monoaromatizzate, cioè quelle che si richiamano ad un solo distillato o liquore specifico. La qualità è mediamente più elevata del gruppo precedente, ma in quanto a top casing, profumo, aroma e gusto, valgono le stesse avvertenze. Vengono usati di solito i distillati, rum, whisky, whiskey e bourbon, ma anche liquori diversi. Spicca in questo gruppo per complessità la famiglia dei Cellini. Altri esempi:Sweet Dublin, Mc Lintok Elysee, Davidoff scottish mixture ed i vari tipi alcolici di Borkum Riff.


Abbiamo finora identificato una serie di elementi che in un modo o nell’altro sono immediatamente percepibili al gusto ed all’olfatto, ma molti tabacchi non presentano nessuna di queste caratteristiche. Come li riconosciamo? Si tratta di un bel problema cui di solito si fornisce una soluzione insoddisfacente. Si dividono di solito in Naturali e pressati di Virginia, ma se questa seconda categoria ha dignità storica e permette un immediato riconoscimento, tra i naturali si infilano cose molto diverse tra loro. La parola “naturale” poi mi sembra totalmente inadeguata. Proverò a seguire una strada diversa identificando qualche tipo ed aggiungendovi degli esempi. Provate gli esempi e vi farete un’idea del gusto tipo, ma attenzione, non dimenticate che ogni tabacco ha la sua personalità e che nessuna delle classi di cui abbiamo parlato e delle altre di cui tratteremo è chiusa, anzi.


Tipo 1
Esempi: Italia, Half & Half.
Si tratta di tabacchi formati da componenti di diverso colore, ma mai troppo scuri. In realtà sono Burley e Virginia a cui si aggiunge dell’altro. Lieve il top casing, medio bassa l’umidità. La concia c’è, ma non è molto aromatizzante, il gusto è dolce ma con una certa ruvidità. Attenti a fumarli con una combustione troppo viva, rischiano di perdere la dolcezza e di far uscire un retrogusto un po’ amaro oltre che il solito pizzicore. Fumano assai più fresco degli A&C se trattati correttamente e sono un po’ spigolosi quando si deumidificano. L’aroma non è molto gradevole e nemmeno tanto personale, ma il gusto ha caratteristiche opposte. Insomma sono tabacchi fatti per essere fumati e da gente che sa quello che fa e che può apprezzarli appieno, mentre tengono meno conto di chi convive con il fumatore


Tipo 2
Esempi: Park Lane n.7, Capstan original Navy cut.
Si tratta di tabacchi composti quasi esclusivamente di Virginia, quasi sempre come i due esempi in formato flake, ma ne esistono anche dei rubbed, che altro non sono che flake sbriciolati prima del confezionamento. Sempre abbastanza umidi, hanno una combustione un po’ difficoltosa, ma mai drammatica. Sono tendenzialmente dolci e levigati, il loro sapore è molto più complesso di quanto appaia alla prima carica. I colori possono cambiare. Esistono infatti virginia chiari e virginia molto scuri, si pensi al Malawi ad es., allo scurirsi acquistano in corpo e sfumature, ma diventano anche meno tollerabili per chi è sensibile alla nicotina. Se fumati troppo rapidamente pizzicano in gola e sporcano la pipa. L’aroma è ampiamente tollerabile anche dai non fumatori.


Tipo 3
Esempi: Brebbia 6, T.o.I. Killarney
Si tratta di tabacchi che somigliano nel gusto ad alcune preparazioni con latakia, le c.d. EM, ma che mancano di questo componente. In realtà sono miscele molto armoniche al gusto, anche se a prima vista possono sembrare piatte e impersonali. Poco umide, di ottima combustibilità, non tengono molto in considerazione le esigenze dei non fumatori. L’aroma è infatti deciso e penetrante, ma decisamente “fumoso”. Il gusto è non privo di qualche asperità, non semplice da apprezzare, ma classico e tollerabile.


Tipo 4
Esempi: Forte, Comune
Sono tabacchi scuri, tradizionali. Nel caso degli italiani profumo e aroma richiamano il toscano. Molto più secchi del resto dei tabacchi in commercio, richiedono qualche cura in più per essere apprezzati, come una certa attenzione alla combustione che tende ad essere troppo rapida. Se fumati male il gusto, solitamente morbido più che dolce, vira decisamente fino a diventare addirittura amaro e la tollerabilità scema di conseguenza. Se invece fumati correttamente, il loro gusto è morbido e saziante, mai stucchevole e, ad una fumata attenta, anche complesso. Non perdono mai però quella nota di rustico che è la vera caratteristica comune del gruppo. Attenti alla nicotina, si tratta in genere di tabacchi forti.


Potrei individuare altri tipi, ma corro il rischio di tipizzare le eccezioni e quindi mi fermo qui. Sia chiaro che i gruppi identificati sono spesso sovrapponibili, ma il gusto non è mai fisso, muta con il fumare, cambia con il fumatore. Ultimo consiglio, usate diverse pipe per ogni tabacco, sarà più semplice identificare le note comuni e quelle dissonanti. Alla fine, non prima di aver fumato almeno un etto di ciascun tabacco da provare, sintetizzate le vostre riflessioni e di tanto in tanto riprovate e confrontate.

Valutazione: 8.16 | Voti: 219
  1 2 3 4 5 6 7 8 9 10  

Opzioni di notifica

Globale

Notificami quando viene creata una nuova rubrica.
Notificami quando un nuovo articolo viene pubblicato.

Articolo

Segnalibro per questo elemento (nessuna notifica).

ENTRA-IN-CHAT

chi è in chat ora?

Manuali-per-i-novizi

Pronto Soccorso Novizi



Link per il Novizio

Tutti i dubbi del novizio
Scelta della prima pipa
Accessori per la pipa
Il tabacco per iniziare
Caricamento della pipa
Accensione della pipa
L'acquerugiola
Bruciori alla lingua
Manutenzione della pipa
Costruire la pipa
I fltri
Presentati nel forum!

Ultime pubblicazioni

Il regolamento di FLPConsulta la mappa del sito per orientarti meglio nei contenutiScrivici per i problemi tecnici
Questo sito, consapevole dei danni provocati dal fumo, non lo incoraggia, ma si confronta sulla cultura del lento fumo e il piacere collezionistico della pipa.
Per il suo contenuto, www.fumarelapipa.com si rivolge a soggetti adulti e responsabili.
L’accesso è vietato, pertanto, ai minori di 18 anni!

© Copyright 2017 www.fumarelapipa.com 2002 | 2017