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    Idee diverse per una classificazione
    10/06/2005

    Questo articolo, per il quale ringraziamo il socio Abelgrifo, vuole essere una introduzione alle classificazioni dei tabacchi in base alla composizione e al taglio. E' una nuova prospettiva che ci porta a vedere in maniera diversa il mondo della classificazione tabagifera.


    Precisazioni Terminologiche



    Quando si procede ad una classificazione dei tabacchi, molti termini traggono in inganno. Alcuni di questi termini sono invalsi nell’uso in un significato preciso e qui verranno usati in quel significato. Ad esempio English Mixture è un tipo di blend (miscela) assai preciso, come vedremo, ma non è affatto caratteristico o tradizionale della produzione inglese che ha invece il suo traditional blend nella famiglia dei full Virginia soprattutto nei pressati. Altri termini invece forse hanno significato qualcosa di preciso in passato, ma oggi le diciture commerciali contraddicono visibilmente a quanto i vecchi tramandano. Nell’impossibilità di stabilire la realtà ed al fine di evitare di ingenerare confusione questi termini non sono stati usati. L’esempio è quello delle scottish mixture che una volta pare fossero le EM senza Latakia, mentre oggi sotto questa denominazione vanno delle EM con e senza Latakia e addirittura un noto Danese vanta per il proprio cavendish, molto originale, la dicitura Scottish Blend. Discussione aperta è quella tra Aromatici, Aromatizzati, Naturali e Original. Il tabacco naturale non esiste. Ho provato a fumare un pezzo di una foglia di un Bright Italia appena seccata e non conciata ed è un’esperienza che non intendo ripetere. Tutti i tabacchi sono artefatti da una concia e da un casing, non foss’altro per evitare la presenza di muffe nel prodotto finito, ma anche perché siamo civili e la pipa deve essere un piacere non una prova di stoicismo. Detto questo è chiaro che tra un Forte ed un MacBaren The cube vi sia una differenza. Ne tratteremo ampiamente, ma mi sforzerò di non usare questi termini semplicemente perché intendo parlare di tabacchi in senso pragmatico e non imbarcarmi in alcuna guerra di religione. A scanso di equivoci dirò che personalmente distinguo tutta la famiglia degli aromatici/aromatizzati in: cavendish dominanti, full casing, older aromatic, dutch traditional. Alla fine della classificazione spiegherò meglio cosa intendo con ciascuno di questi nomi e dove li colloco, facendo anche qualche esempio. Tutta la classificazione è infatti basata sulla dominanza del tipo compositivo, più che sui gusti in senso stretto. All’interno di ciascun gruppo poi i tabacchi si possono concretamente dividere per forza( mild, medium) o per flavour (regular o flavoured) Vediamo di cominciare parlando della prima grande famiglia: Le Mixture.


    Le Mixture.
    Prima che un prodotto specifico la Mixture, per come la intendo io, è un gusto classico ed evoluto in cui la preoccupazione fondamentale del Blender è rivolta alla qualità degli ingredienti di base e comporta l’uso di pochissimo casing. La struttura base è composta di Virginia ed Orientali. A questi si aggiungono altri tabacchi che caratterizzano la miscela e che sono fondamentalmente : Latakia, Perique, Tropicali e, per alcuni tipi, il Cavendish. La famiglia delle mixture si articola in 3 sottogruppi:
    Classic English Mixtures: sono le mixtures fondamentali formate da Virginia e orientali, questi due anche da soli, di solito con latakia e con possibili aggiunte di Perique, Avana e Java. Normalmente equilibrate, non molto umide, taglio filamentoso tipico detto mixture cut che è un po’ più fine del Long cut e molto regolare, garantiscono ottima combustione ed una certa facilità di caricamento.
    Balkan Mixtures: sono mixtures di gusto più moderno caratterizzate da una struttura composta da Virginia, Orientali e Latakia con possibili aggiunte. Si differenziano dalle precedenti CEM per una obbligatoria e più spiccata presenza di Latakia ( dal 30% in su) che le rende un po’ più umide e di flavour particolarmente intenso.
    Modern English Mixtures: sono mixtures di composizione classica, quindi virginia e orientali la base più latakia, perique e tropicali, cui viene aggiunto a caratterizzarle del Cavendish che non diventa però la nota dominante. Il taglio diviene più variabile e sono generalmente più umide delle CEM senza però creare particolari problemi di combustione. Il cavendish è raramente del tipo Black ed è di solito di Virginia.


    I Virginia Straight
    Questa è l’altra famiglia classica di trinciati per pipa, forse la più classica di tutte, sicuramente la più tradizionalmente inglese. La base caratterizzante è formata da vari gradi di virginia, pressati o meno che siano, a cui si possono aggiungere vari tabacchi che non prendono mai il sopravvento sulla base, salvo il caso del Latakia che è incapace di neutralità soprattutto nei confronti del raffinato virginia. Qui si possono apprezzare meglio che in altri tipi di trinciati la differenza tra virginia pressati o meno e tra vari tipi di virginia. Nel taglio, il dominante è il flake seguito da tutti i tagli pressati escluso il granulare che è ormai in via di estinzione, ma non mancano i rubbed ed i long cut. La combustibilità di queste miscele dipende in buona sostanza più dal taglio che dal tipo. Divido i VS in 4 gruppi:



    Full Virginia Straight: Sono composti di soli virginia quasi sempre pressati, anche se non mancano le eccezioni. Di buona combustione e di sapore assai più complesso di quanto farebbe pensare la semplicissima composizione, che poi così semplice non è dato l’elevato numero di possibili tipologie di virginia, rappresentano il nucleo più antico dei trinciati per pipa. I vecchi intenditori sostengono sia il punto di arrivo di ogni fumatore evoluto.
    Latakia Virginia Straight: Ai virginia si aggiunge il latakia in dosi variabili, da omeopatiche a balkanike, quasi sempre in flake. Senza gli orientali a fare da collante, sono miscele complesse, facilmente stucchevoli se non equilibrate. Sono anche quelle, in questo gruppo, che danno più problemi di combustione.
    Perique Virginia Straight: Altro tradizionale inglese, per blend ovviamente visto che i tabacchi sono tutti di origine americana, composto di Virginia e Perique. Il perique non si presta agli eccessi di dose dei LVS un po’ per moda, un po’ per costi e reperibilità, ma anche per le particolari caratteristiche del perique che tende come i virginia a pizzicare un po’. Per contro il bland tra i due è molto più semplice che ad esempio quello di un LVS, anche se non esente da rischi. Il flavour di questo blend è estremamente pronunciato e complesso, sconsigliabile solo ai fumatori frettolosi. Il tipico taglio è il flake, tipico, ma non unico.
    Cavendish Virginia Straight: Variante dei FVS in cui una parte dei virginia è costituito da cavendish. Il taglio tipico è sciolto, ma non mancano i flakes, la combustione facile anche se non facilissima, a seconda dell’intensità ed umidità del cavendish, il sapore tendente al dolce, ma sempre pieno. A suo modo un classico essendo stato il primo impiego del cavendish come trinciato. A volte i CVS passano per FVS quindi segnaliamo due esempi: Park Lane n.7 (Flake) e McConnell Glen Piper.


    I Burley Straight.
    I Burley Straight sono i tipici tabacchi di gusto americano ed in questo gruppo trovano posto i tabacchi a base di Burley o Kentucky. Dolci e spesso fermentati, si sposano assai bene con la concia, quindi sono spesso artificialmente aromatizzati. Alla base di Burley si aggiungono dosi inferiori e meno caratterizzanti di Virginia Bright, tropicali e altri ancora. Rari i flakes di Burley, ma non conosco tutto l’esistente, mentre ne ho assaggiato qualche twist. In genere domina il long cut, più raramente il fine. I sottogruppi sono 4.
    Full burley straight:
    Sono rari, ma esistono soprattutto in America. Sono composti di soli Burley e Kentucky, spesso accompagnati da un certo casing avendo il Burley il pregio, rispetto al virginia, di renderlo meno volatile. Taglio long, ma anche granulare, bruciano assai bene. Il sapore è deciso, virile, ma anche particolarmente dolce. Se fumati troppo rapidamente danno un retrogusto amaro. In rari casi sono affiancati da tropicali in funzione di correttori soprattutto del Kentucky.
    Burley/Bright: Altro classico americano, ma anche l’Italia fa parte di questo gruppo, formato da una base di Burley e/o Kentucky più una componente variabile di Virginia Bright. Tra i possibili componenti accessori troviamo gli Orientali, più Smyrne che Xanthi, ed i tropicali. Questo tipo di miscele, soprattutto senza accessori, accetta bene il casing ed è spesso la base degli americani aromatizzati. Sposano bene soprattutto i distillati. Non ci sono cavendish che sono nel prossimo gruppo.
    Burley Cavendish: Siamo nel più assoluto regno dei dolci sapori. La base di questi tabacchi è il Burley irrinunciabile addizionato da cavendish. Questo può provenire sia da una base di Virginia che da una base burley. In più non è raro trovare dei virginia e del perique. Intensa la concia, non sempre facile la combustione. Di questo gruppo però fanno parte tutti i tabacchi con questa composizione in cui il Burley non è schiacciato dal cavendish.
    Burley English Taste: Qui siamo in un regno particolare. Trattiamo di tabacchi legati da due caratteristiche essenziali. Anzitutto hanno del Burley nella composizione, ingrediente che non è  quasi mai trasparente al gusto, ma sempre caratterizzante. In secondo luogo abbiamo una caratteristica di gusto. Infatti i tabacchi di cui parliamo partono da composizioni ascrivibili al gruppo delle mixture nelle sue varie declinazioni in cui il virginia viene affiancato o sostituito dal Burley con effetti sicuramente originali e spesso apprezzabili. Altra caratteristica di questo gruppo è la presenza di casing più discreto. Ne conosco in formato mixture e Flake anche molto noti.


    I Cavendish.
    Il cavendish rappresenta il modern mode dei trinciati. Si ottiene da tabacchi diversi, Virginia, Maryland, Burley, sottoposti a procedimenti che implicano alte pressioni ed alte temperature oltre ad intensa concia. Abbiamo già trattato di miscele in cui il cavendish è presente, ma in questo gruppo rientrano i tabacchi formati essenzialmente da cavendish ed in cui è questo l’elemento più caratterizzante. Più il cavendish è lavorato, più risulta difficile la combustione, inoltre sono rari i tabacchi di questo gruppo che presentano una combustione regolare. Questi tabacchi coprono tutto l’arco delle possibile forze, dai leggerissimi ai mild fino ai medium, mentre il sapore è sempre invariabilmente dolce
    Full cavendish: Si tratta dei tabacchi composti quasi esclusivamente di cavendish, senza particolari e riconoscibili aromatizzazioni. Il colore è biondo scuro e sono i più regolari in combustione, il sapore vagamente cioccolatoso. Ci sono dei tabacchi storici in questo gruppo come ad esempio i più noti Troost, Amphora e Larsen, ma anche trinciati di qualità superiore di cui si potrebbe dire “di molteplici aromatizzazioni” più che “senza riconoscibili aromatizzazioni”. Il più complesso pare essere il Mac Baren The Cube che vanta ben 190 tabacchi diversi in composizione, tutti o quasi di tipo cavendish.
    Fruit&Flower Cavendish: Qui le aromatizzazioni sono riconoscibili e sono solo legate a frutti e fiori diversi. Ciliegia e vaniglia la fanno da padrone, ma sono presenti tutti i frutti dall’arancia all’ananas. Nella composizione spesso la base è di virginia, il cui sapore è spesso totalmente inavvertibile. Intenso il casing, incostante la combustione.
    Alcool Cavendish: Anche qui le aromatizzazioni sono avvertibili, ma invece che al mondo naturale ci si rivolge a quello dei liquori e distillati (o dei vini secondo una recente tendenza del mercato italiano), rum e burbon su tutti, ma anche altri. Base di virginia più avvertibile che nei tabacchi del gruppo precedente, ma sempre dominati da cavendish e dall’intenso casing. Qualche caso di base mista Burley e Virginia ma mai protagonisti nel gusto. Migliore la combustibilità e, se c’è del burley, anche più costante il gusto.
    Cavendish mixture: Qui il cavendish è sempre il protagonista, ma i blander cercano un gusto più vicino alle EM. La qualità è di solito alta ed i risultati interessanti. Buona la combustione e spesso assai riusciti i risultati del blend. Labile è il confine tra questi e le MEM, va ricercato nel protagonismo spiccato del cavendish nei blend di questo gruppo, mentre è più discreto nelle MEM.
    Black Cavendish: Questi sono tabacchi in cui la componente essenziale è appunto il Black Cavendish, un cavendish di concia estrema e di complessa combustione, estremamente dolce che ha avuto un certo sviluppo in tempi passati. Neptune, Troost, Amphora ed i più grandi produttori di cavendished hanno tutti in commercio miscele di questo tipo.



    I Continentali
    Qui cataloghiamo dei tabacchi che potrebbero trovare posto anche in altri gruppi, ma che per storia e tradizione sono legati ad alcune specifiche zone europee, ad alcuni gusti e tradizioni. Sono tabacchi spesso tra loro diversissimi per composizione e trattamento, ma rivestono una tale, a volte mitologica, rilevanza da meritare un gruppo a parte. Si dividono in 2 sottogruppi:
    Dutch Traditional: Si tratta di quei tabacchi che hanno dato agli olandesi la palma dei più grandi miscelatori d’Europa. Si tratta di tabacchi spesso assai fini nel taglio e fortemente aromatici anche se prescindono spesso dai cavendish. Le composizioni sono di inarrivabile complessità ed i nomi, Clan, Shippers, Flying Dutchman, Egberts et similia sono notissimi ad ogni fumatore. Combustione rapidissima e fin troppo generosa si consiglia calma e carica molto sciolta
    Mediterranei: In questo gruppo rientrano tabacchi che di solito definiamo naturali, ma che in effetti sono solo meno trattati di altri. Quasi tutti miscele di tabacchi scuri e per fumatori esperti, vantano di solito ottima combustione, poca umidità e sviluppano discrete quantità di nicotina. In Italia abbiamo il Forte ed il Comune, in Francia Gris e Saint-Cloude, in Belgio il più morbido Semois. Metto qui, più per completezza che per altro, anche le tipiche miscele turche e libanesi per schiuma composte di orientali tipo smyrne e tabacchi scuri con l’aggiunta frequente di fiori e scorze di agrumi essiccate. Data la scarsa reperibilità non ne faccio un gruppo a parte, ma data l’importanza storica di queste miscele non si poteva ignorarle. Difficili da fumare a causa di una combustione irregolare sono ormai reperibili, e con difficoltà, solo nei paesi di origine.



    La mia personalissima classificazione finisce qui. Mi rendo conto della sua assoluta opinabilità, ma non vuole essere un punto di arrivo, piuttosto un punto di partenza. L’idea è stata quella di accorpare i tipi di tabacco secondo criteri di massima fondati sulla dominanza delle basi che mi pare siano gli unici criteri, insieme al taglio, generalmente oggettivi, anche se qualche temperamento con il gusto è inevitabile. Mi resta solo da chiarire qualcosa sulla diatriba aromatici aromatizzati. Esclusi i Dutch traditional, tabacchi unici nel loro genere, considero che gli aromatici siano solo gli Old Aromatic e cioè in buona sostanza tutti quei trinciati in cui la funzione di aromatizzante è svolta da altri tabacchi che non siano cavendish e quindi da latakia, perique, Avana o vari tropicali. Poi ci sono i Modern Aromatic che sono i tabacchi Cavendish-dominanti e quindi i full casing tabacchi residuali in cui la fortissima concia rende irriconoscibili i componenti di base. Non mi è sembrato corretto stravolgere l’impianto della classificazione che ho fatto per introdurre questa sugli aromatici, in quanto avrebbe solo complicato inutilmente i tipi, senza introdurre delle vere distinzioni di gusto.

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