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Tempo -perso-
24/05/2005
Ecco alcuni dati ed alcune curiosità (molte delle quali sono state tratte da "La settimana enigmistica") riguardanti il fumo.

Da un giornale del 1919: "Un tipo ameno ha fatto un curioso calcolo del tempo che si
perde nel fumare. Ogni buon fumatore consuma circa 3 sigarette all'ora
per 7 ore di ciascun giorno. Ciascuna sigaretta, per essere accesa e poi
ripetutamente portata alla bocca, richiede almeno un minuto e mezzo di
lavoro, sicché per ogni ora si hanno 4 minuti e mezzo di lavoro
e per ogni giorno 31 minuti e mezzo."


Se non si aspira,
la sigaretta continua a bruciare e la pipa invece si spegne, perché
nella sigaretta l'estremità accesa resta sempre a contatto con
l'aria, e quindi la combustione procede, facilitata anche dalla carta;
nella pipa, al contrario, la cenere che a poco a poco si forma alla sommità
del fornello riduce sempre più la circolazione dell'aria, fino
ad arrestare del tutto la combustione.


 Fatto avvenuto nel 1957: il giudice di Torcraft Road, in Inghilterra, condannò Wilfred
Richard Savage, salumiere, ad una pesante ammenda "per avere fumato
la pipa vicino al bancone sul quale espone lardo e pancetta, senza coprirli
con un velo di protezione".


Per renderlo più "aromatico" gli Eschimesi miscelano il tabacco con un ciuffo
del pelo dei loro cani.


Le sigarette russe erano munite di un lungo bocchino di carta, perché ai tempi degli
zar i Russi usavano portare barba e baffi lunghi ed incolti, che potevano
quindi essere facilmente bruciacchiati da un mozzicone troppo corto.


Nel 1930 furono messe in vendita negli stati uniti le Head Plays, le più lunghe sigarette
mai fabbricate: misuravano 27,9 cm.


Nel 2020 saranno 10 milioni le morti da fumo ogni anno: l'equivalente della popolazione turca
di Istanbul e Ankara. Oggi il numero di morti provocate nel mondo ogni
anno dalla sigaretta è 3 milioni: l'equivalente della popolazione
di Roma.


Gli Italiani che ogni anno muoiono per colpa del fumo sono 70-80 mila: pressappoco i tifosi
dello stadio Meazza di Milano.


Un ex fumatore deve attendere 7-8 anni, dal giorno dell'ultima sigaretta, perché il
rischio di ammalarsi di cuore o di tumore polmonare si normalizzi.


Dopo la campagna antifumo iniziata negli USA nel 1964, la percentuale dei fumatori è passata
dal 51% del 1965 al 30% di oggi.


Negli Stati Uniti il 60% degli uomini che fuma ha la licenza elementare, mentre i fumatori
con laurea sono solo il 17%.


Bernard Shaw definì la sigaretta "un rotolino alle cui estremità stanno da un
lato un fuoco acceso e dall'altro uno stupido"


Il 30,1%, ossia quasi un terzo, della popolazione italiana, fuma; il restante non fuma e?
sopporta i fumatori.


Nel mondo si fumano ogni anno circa 5.000 miliardi di sigarette.


70.000 all'anno sono le boccate tirate da un fumatore che consuma un pacchetto al giorno.


Una persona che cominci a fumare a 15 anni 20 sigarette al giorno, avrà fumato a 45 anni
circa 220.000 sigarette e a 55 anni quasi 300.000. Se ne fuma 30 al giorno,
il consumo sarà stato, a 45 anni, dell'ordine di 450.000.


Ancora oggi, negli USA, vengono vendute ogni anno parecchie tonnellate di tabacco da fiuto,
aromatizzandolo in special modo con liquirizia, chiodi di garofano e cannella.


Nel 1650 Mosca subì gravi danni a causa di un incendio divampato per l'imprudenza di alcuni
fumatori. Lo zar Alessio Michajlovic promulgò allora una legge che vietava tassativamente l'uso del tabacco, minacciando ai trasgressori pene severissime: chi veniva sorpreso a fumare, la prima volta veniva bastonato a sangue, la seconda gli veniva mozzato il naso e la terza la
testa.


Presso alcune popolazioni della zona dell'Himalaia i fumatori, anziché usare la pipa, scavano
un cunicolo nel ghiaccio e sistemano ad una delle due estremità delle foglie di tabacco su tizzoni di carbone, poi si accovacciano nella neve ed aspirano il fumo dall'altra estremità.


Ecco alcune credenze popolari francesi: secondo i Provenzali, fumare tabacco mescolato con
polvere d'ossa di rospo fa dormire almeno per 24 ore; in Bretagna si dice che non fumare nel giorno delle nozze rende sterile il matrimonio; nel Delfinato si ritiene che per proteggere una casa nuova dai cattivi influssi bisogna mettere alcuni pizzichi di tabacco nelle sue fondamenta.


Rudyard Kipling (1865-1936), il grande scrittore inglese autore di "Kim" e di "Il libro
della giungla", insignito del premio Nobel nel 1907, si lasciò sfuggire una volta questa frase: "Una donna è solo una donna, ma un buon sigaro è qualche cosa di più".

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