Forum
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Re: Capire le Free Hand |
#51 |
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Stalin
26/8/2008
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10/6/2009 19:23
L’invito di questo topic è molto bello e, se mi permettete, si distingue notevolmente dai tanti altri che trattano le pipe free hand qui su FLP, sui quali non scrivo proprio mai. Oremy – ‘na volta tanto - ci chiede di pensare, non di sapere: piccola ma sostanziale differenza che dovrebbe rendere atipica la discussione ed il suo sviluppo. L’unico mio dubbio è sulla scelta della pipe: non tutte sono parimenti rappresentative dello stile degli artigiani proposti e decisamente, nelle 6 proposte, viene a mancare almeno una pipa in versione “dress” (quindi nera) che demolisca – a livello almeno dialettico – tutti i discorsi legati alle venature del legno, inizialmente fuorvianti.
Da diverso tempo alzo la voce (nel mio blog) nel tentativo di diffondere quella che ho sinteticamente definito “la pipa olistica”: un concetto che non soltanto e non sempre coincide con quello di pipa sconosciuta (per gli standard delle discussioni da forum); in taluni casi olistica sta per “nascosta” o “misteriosa” o “intima”. Questo topic quindi, almeno secondo la mia modesta opinione, rappresenta una piccola occasione di riscatto per i temi (e gli svolgimenti) a me cari. L’orientamento generale del gusto e le convinzioni in materia di pipe free hand contemporanee (è indispensabile distinguere!) sono pesantemente condizionate da sovraproduzioni, equivoci, forzature, finte mitologie (è proprio il caso di quella la pipa giapponese…) imposte dal mercato a giustificazione di una latente, ma evidente, carenza di veri artisti tra i pipemaker di oggi. Per capire questo vi basti pensare che negli Stati Uniti il “free hand” è arrivato a toccare le pannocchie e qualcuno (qui in Italia) si è già lanciato nel tentativo di diffondere tali oggetti... Aggiungo anche che il più delle volte i neofiti diventano pappagalli di un becerume critico oramai collaudato, consumato, che allontana dalle discussioni e che sa ripetere sempre i soliti nomi noti ed i soli abusati concetti funzionalistici. Ho più volte discusso con altri fumatori di pipa che sono come soldati, incrollabili nel loro patriottismo pipico (italiane! inglesi! classiche! free hand!) e perennemente in difesa dei loro confini oltre i quali c’è il male e l’errore (orrore). In queste occasioni ho potuto notare non l’ignoranza ma l’insensibilità dei miei interlocutori: anche per questa ragione questa discussione ha un peso diverso dalle solite, che pure hanno le loro ragioni d’esistere (ed i loro sostenitori). La risposta più insensata da dare è: “Queste pipe non sono il mio genere”. Come se l’interpretazione artistica, sommariamente individuale, si potesse considerare alla stregua di un vestito o di un tipo di automobile (“i blue jeans e la spider non sono il mio genere”). La funzione della critica interpretativa è dar voce a quei benedetti pezzi di legno, muti per natura: in questo gioco ogni informazione ci è utile, e ben vengano quindi tutte le nozioni che i vari Jack ed Effe ci sapranno riportare, ma sono appunto SOLO nozioni che comunque arricchiscono la nostra tavolozza prima di poterci lanciare, finalmente, nel nostro personale tratteggio di queste entità. Un post iniziale il mio, in cui preferisco non toccare le pipe in esame, limitandomi a fornire idee più chiare, anzi giuste idee sulle pipe free hand contemporanee. Almeno secondo la mia interpretazione. |
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"Il legno fa la pipa, il metodo fa la differenza." (Bill Ashton-Taylor)
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Re: Capire le Free Hand |
#52 |
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oremy
3/4/2002
Padova - Italia
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10/6/2009 20:50
E pensiamo allora...
Secondo voi come si può verificare/applicare la sezione aurea nelle pipe? (e ciò può valere anche per gli shape classici) |
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Il mio peggior difetto?
Non so nascondere a un cretino cosa penso di lui |
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Re: Capire le Free Hand |
#53 |
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enricoro
21/3/2007
vercelli
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11/6/2009 10:05
Il termine "free" crea nella mia mente un sillogismo prepotente richiamando una disciplina sportiva a me tanto cara,il free climbing.
Dove sta l'assonanza chiederete? Bene, il free climbing puro,le grandi vie capolavoro di intuizione e tecnica su El Capitain sono somiglianti ad una pipa in cui si perde l'essenzialità. Ovvero,le grandi vie free tracciate su El Cap non sono per nulla essenziali,chiamando essenzialità il raggiungimento della vetta, ma ricerca completa dell'esercizio di uno stile del movimento,la danza sul percorso più difficile. ecco per me una pipa free è proprio questo,una pipa che perde le sue caratteristiche di essenzialità per diventare esercizio di stile e danza. E questo pone una domanda: quando secondo voi una pipa perde la sua essenzialità? Secondo me quando nella sua forma pur armonica e perfetta non ha più quegli standard che possano ricondurla a tale e tra quelle proposte da Oremy la Tokutomy è quella che più si distanza da tutto quello che comunemente si può definire pipa,racchiude in sè unagrande capacità tecnica e grande abilità nel trasporre tante linee 3d in un pezzo di legno, questo per e è forse il free assoluto. |
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Re: Capire le Free Hand |
#54 |
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Spezza
6/3/2008
Lagonegro
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11/6/2009 13:10
Ho trascorso una “tranquilla” mattinata di lavoro a leggere questa discussione approfondendone alcuni aspetti a me ignoti (la pipa serpente ad esempio, grazie Jack).
Non voglio inimicarmi nessuno ma io definisco la pipa “free hand” come quella pipa attraverso cui l’ artigiano (escluse quindi le industriali) all’ interno dello stesso oggetto, rappresenta tutte le proprie competenze costruttive e di valorizzazione dei materiali, creando una pipa che ad un distratto sembra solo “bella” e non “sbalorditiva”. Perfeziono il concetto aiutandomi con le pipe postate, il tuorlo di Corrado con la massima semplicità sfata il mito di una delle maggiori difficoltà che un pipemaker incontra, ossia il punto di raccordo fra bocchino e fornello quando quest’ultimo ha una forma tonda…. Beh Corrado compie questo passaggio alla perfezione 2 volte nella stessa pipa…. uno sbadato la trova “bella” un attento osservatore la trova sbalorditiva. La pipa pagoda di Baldo Baldi….. alterna forme geometriche perfette con altrettante forme curve lo fa ben quattro volte nella stessa pipa sempre rispettando la fiammatura della radica e mantenendo un crescendo costante…. discorso come sopra “sbalorditiva”. La Tokutomi all’ interno della stessa pipa troviamo una serie di rotondità tutte in sequenza e perfettamente armoniche, quella linguetta di radica…. provate a chiedervi quanta “maestria” ci vuole non solo a forarla ma successivamente anche a lucidarla in quel punto (scommetto che nella parte inferiore ci sono anche bellissimi occhi di pernice), personalmente questa pipa mi trasmette l’ idea di un onda che parte dal bocchino e via via si amplifica (forse ho esagerato), ad onor del vero dico anche che non è una pipa che comprerei, ma resta “sbalorditiva”. Poi una Free Hand non si sottrae in nessun modo a quei parametri classici della “matematica pipica”, al contrario, proprio per la loro ricerca di sbalordire in molte free hand troviamo l’ eccelenza delle forature sia in termini di diametri (2.7mm) e di allineamento. Insomma a mio personalissimo giudizio una pipa free hand non è assolutamente una pipa che si contrappone agli shape classici o che li rielabora, la pipa free hand è la massima manifestazione della capacità di un pipe maker e tanto più è elevata questa capacità tanta più attenzione vi vorrà per ritrovarla nella pipa. Felici Fumate. |
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Vivere è la cosa più rara del mondo: i più,esistono solamente (Oscar Wilde).
Il problema dell'umanità è che gli sciocchi e i fanatici sono estremamente sicuri di loro stessi, mentre le persone più sagge sono piene di dubbi. (Bertrand Russell) |
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Re: Capire le Free Hand |
#55 |
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oremy
3/4/2002
Padova - Italia
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11/6/2009 13:28
Citazione:
BASTARD MOD ON Sillogismo? Assonanza? Spero che tu non metta nelle pipe dei pompini al posto dei bocchini che tanto il significato è più o meno uguale! BASTARD MOD OFF Mi piace del paragone con il free climbing (che io non conosco) soprattutto il passaggio nella definizione di Wikipedia che dice Per arrampicata libera (o free climbing) si intende lo stile di arrampicata nel quale l'arrampicatore affronta la progressione con il solo utilizzo del corpo: mani nude, piedi (normalmente con le scarpette da arrampicata), ma anche appoggiando e incastrando il corpo intero o sue parti. Questo non esclude a priori l'utilizzo di attrezzatura, come la corda, l'imbrago, il discensore, i moschettoni, i nuts, i friends e i rinvii, ma tale equipaggiamento è usato esclusivamente per l'assicurazione, ossia per limitare i danni in caso di caduta. Fare pipe a mani nude con il solo aiuto degli strumenti che servono solo a limitare i danni. SPEZZA!!!!!! 30 E LODE CON BACIO SLINGUAZZOSO DELLA WEBBA Sei davvero stato l'unico a dire come guardare una free hand. Non penso che sia l'unico modo, ma di sicuro uno dei più importanti. I miei complimenti davvero! ![]() |
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Il mio peggior difetto?
Non so nascondere a un cretino cosa penso di lui |
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Re: Capire le Free Hand |
#56 |
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enricoro
21/3/2007
vercelli
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11/6/2009 17:31
Tutto il free (hand - climbing - ironing..ecc) è espressione libera sulla materia.
va bene così il sillogismo? ![]() |
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Re: Capire le Free Hand |
#57 |
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oremy
3/4/2002
Padova - Italia
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11/6/2009 18:06
Citazione:
e dove sta il sillogismo? ![]() |
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Il mio peggior difetto?
Non so nascondere a un cretino cosa penso di lui |
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Re: Capire le Free Hand |
#58 |
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Stalin
26/8/2008
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13/6/2009 2:29
Farei anzitutto una distinzione nel lotto:
le pipe di Amorelli e Caminetto le pipe di Anna Julie e Tokutomi le pipe di Baldo Baldi e Sordini La distinzione delle sei pipe in tre gruppi è funzionalistica, mi serve per poter trattare in un discorso unico pipe così differenti, a cui è difficile cucire un discorso addosso che le leghi tutte contemporaneamente. Amorelli e Caminetto in questi due modelli giocano principalmente con il design e non con l’arte del free hand come viene classicamente inteso. Ha ragione Oremy in una sua osservazione: l’Amorelli richiama facilmente l’idea di essere una pipa celebrativa. Pare evidente la volontà di discostarla massimamente dalla quotidianità, dalla forma usabile, dalla forma comoda. La Caminetto, proprio a prima vista, già può far tornare in mente i cataloghi di design dell’arredamento anni ’80 pieni di minimalismo ricercato, morbido, moderno, gradevole nonostante le spigolosità e le linee essenziali. Mentre la Amorelli si rende estemporanea nel suo barocchismo (accentuato soprattutto nella sagomatura del bocchino-cannello e nel concetto della pipa stessa) la Caminetto è più legata ad un periodo storico che la contestualizza e la codifica (è la meno free hand del lotto, è quasi un “genere”). Anna Julie e Tokutomi usano quelle due pipe per parlarci di cose che li riguardano, ma non per parlarci di loro stessi. Nessuno dei due “si trasferisce” nella pipa e la carica artistica delle due pipe risulta notevolmente ridotta a causa di questa impersonalità, di questa freddezza e distanza. E’ tutto molto evidente: c’è molto esercizio, c’è molta scuola ma, artisticamente parlando, Tokutomi si limita a trasferire sulla pipa alcuni significati culturali attraverso simboli e tratti che gli appartengono (frullando ideogrammi e archetipi grafici), mentre Anna Julie ricama il legno come un centrotavola nell’indecisione (tipica delle donne mature) se tifare per Capuccetto Rosso oppure il Lupo. Sono entrambe pipe immagino curatissime nei minimi termini, lavori davvero certosini e dal forte impatto retinico, ma ribadisco che il valore artistico espresso è piuttosto modesto. Malignamente: mentre Anna Julie non corre alcun rischio di essere copiata o invidiata per Tokutomi c’è il concreto pericolo di produrre pipe-gadget si molto giapponesi ma anche troppo facilmente riconoscibili come “genere”. Baldo Baldi e Sordini evidentemente sanno non solo scolpire il legno ma sono anche in grado di trasferirci le proprie fantasie ed il proprio vissuto personale, percorrendo strade diverse e con risultati ovviamente diversi; sono due pipe frutto della personalità dei pipemaker, poco ruffiane o “piacevoliste” ma assai espressive. Come carica artistica quindi, delle 6 proposte, sono le due in cui intravedo effettivamente qualcosa di più sincero e passionale, meno mediato, affascinante, con più significanza per chi è interessato all’arte ed all’oggetto d’arte. Un confronto tra le due pipe scelte è impossibile: la Baldo Baldi è clamorosa, opulenta, una poesia-saga di Walt Whitman declamata a voce alta, mentre la Don Carlos pare voglia nascondersi nel profilo del fumatore stesso, agganciarsi per sempre a lui fondendosi in un rapporto privilegiato ed escludendo tutto il resto del mondo, una poesia-silenzio di Emily Dickinson sussurrata appena. |
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"Il legno fa la pipa, il metodo fa la differenza." (Bill Ashton-Taylor)
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Re: Capire le Free Hand |
#59 |
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bushdoc
27/2/2004
Roma
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19/6/2009 17:20
Le freehand (FH) non sono solo pipe fatte a mano libera, sono pipe che "rompono".
Per me una delle caratteristiche delle FH stà proprio nel voler rompere con la tradizione. Si tratta di una specie di ribellione allo stile classico. Più o meno nel periodo in cui sono nate le FH è successo qualcosa di analogo nel jazz. Saltano le simmetrie che danno equilibrio e saltano i canoni classici di forme, linee e proporzioni. Le prime FH che ho visto sono state le Ben Wade di Preben Holm (nel 3d danese ne abbiamo parlato?). Quando si parla di FH nella mia mente visualizzo subito quelle pipe lì. Non sò se esiste un inventore delle FH, ma sicuramente Preben Holm è stato tra i primi. Parametri di giudizio? Credo che nel giudicare una FH entri in gioco il mio subconscio. E nel dire questo mi riferisco alla predisposizione di ognuno di noi (uomini, donne, felici, incazzati,...), verso certe forme (tonde, piuttosto che geometriche), alla quale credo si riferisse Emilia. Il giudizio arriva immediatamente, al primo sguardo. La forma in quanto "diversa", fuori dall'ordinario, mi colpisce subito, o in senso positivo, o negativo. Altra caratteristica e parametro di giudizio per me è l'"effetto natura". Si tratta di un riferimento (+ o - velato) ad elementi naturali. Questo richiamo si può manifestare sia quando l'artigiano si lascia guidare dalle venature e formazione del legno, sia replicando forme presenti in natura. Detto questo, ho qualche difficoltà a riconoscere come FH la Amorelli e la Caminetto (quest'ultima pur piacendomi). |
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The secret of life is enjoying the passage of time. (JT)
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Re: Capire le Free Hand |
#60 |
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Stalin
26/8/2008
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20/6/2009 6:19
Bushdoc scrive: "Il giudizio arriva immediatamente, al primo sguardo. La forma in quanto "diversa", fuori dall'ordinario, mi colpisce subito, o in senso positivo, o negativo."
Con un parallellismo nella tradizione pittorica questo genere di valutazioni era proprio quanto cercavano gli impressionisti francesi (che volevano appunto impressionare subito, emozionare, senza lasciare spazio e tempo a lucide valutazioni sulla qualità della pittura o sull'attinenza alla realtà dei soggetti raffigurati). Ma il tempo è passato... c'è stato Van Gogh come ponte tra impressionisti manieristi e l'espressionismo tedesco(=prima esprimere, poi impressionare) ed è oramai acquisito che i "giudizi immediati" (fatti sulla base del solo impatto retinico) hanno significanza piuttosto modesta, specie nelle opere che più si discostano (per volontà dell'autore) dall'appunto "facile" impressionismo manieristico. Tuttavia ritengo vera una cosa: la penetrazione culturale (a livello popolare) dei principi fondatori dell'impressionismo hanno modificato la nostra sensibilità comune, l'hanno quasi risvegliata dal sonno del classicismo e delle valutazioni degli addetti ai lavori. Eppure... è solo un punto di partenza nella critica artistica, mentre da molti è stato (troppo comodamente) frainteso come punto d'arrivo. |
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"Il legno fa la pipa, il metodo fa la differenza." (Bill Ashton-Taylor)
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Re: Capire le Free Hand |
#61 |
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__griso__
4/12/2006
UTENTE BANNATO
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21/6/2009 11:39
... ma una FH non dovrebbe essere - anzitutto - più curata dal punto di vista funzionale e poi, eventualmente, anche dal punto di vista estetico ?
Vedo invece che il concetto di FH viene inteso con esclusivo, o perlomeno prevalente, riferimento all'estetica dell'oggetto (che troppo spesso nelle FH è pure assai discutibile). |
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.. mai discutere con un cretino: prima ti costringe ad abbassarti al suo livello, e poi ti batte con l'esperienza ...
(Griso) ... la stupidità è nulla, senza la presunzione... (Griso) |
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Re: Capire le Free Hand |
#62 |
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Stalin
26/8/2008
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21/6/2009 13:00
In questo caso il punto è stabilire i confini del “punto di vista funzionale”.
Immagino che ogni pipemaker, come ognuno di noi, abbia un suo punto di vista sul “punto di vista funzionale”, scusate il gioco di parole, e si muova all’interno di esso per coerenza. Capita spesso che molti dicano cose del genere: “La pipa free hand mi piace solamente se richiama le forme classiche”. Poi leggo meglio quello che scrivono e capisco che dietro questa loro preferenza di natura estetica si nasconde il preconcetto che “se assomiglia ad una rhodesian allora va bene, c’è qualche possibilità di aver un buon fumo…”. La mia opinione è che “la forma” non basti MAI a far fumare bene una pipa, e che non sia MAI una garanzia da intendersi scontata; ogni tensione concettuale verso questa verità apparente mi pare destinata a naufragare. Quindi se il pipemaker preferisce rivisitare il classico sfiorandolo invece di lanciarsi nell’astrattismo spinto ritengo lo faccia seguendo, appunto, comunque il suo punto di vista sul “punto di vista funzionale”. |
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"Il legno fa la pipa, il metodo fa la differenza." (Bill Ashton-Taylor)
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Re: Capire le Free Hand |
#63 |
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__griso__
4/12/2006
UTENTE BANNATO
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21/6/2009 13:54
Si, certo, ma questo non vale solo per le FH, credo che anche nell'industria ognuno abbia un suo ideale funzionale.
Se poi questi ideali sia validi, o non, è un'altra questione. Ma io volevo attirare l'attenzione sul fatto che - in generale - la particolarità di una FH è individuata più nell'originalità dello shape (troppo spesso di cattivo gusto, a mio parere), che nella (effettiva o pretesa, ma a mio avviso sempre pretendibile, dati i costi delle FH "vere") maggiore resa funzionale. Poi, bisogna anche capire che cosa si intende per FH; qualcuno sostiene (ma io non sono convinto dell'utilità della limitazione) che una FH debba essere iniziata e ultimata senza il ricorso a strumenti meccanici (cioè, sola raspa e tela abrasiva); ma il valore di un oggetto diminuisce se si usa un tornio ? Boh, a voi la palla ... |
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Re: Capire le Free Hand |
#64 |
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oremy
3/4/2002
Padova - Italia
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21/6/2009 14:27
una PIPA FREE HAND è prima di tutto una PIPA.
Prima di tutto DEVE essere uno strumento da fumo. Probabilmente non uno strumento che ha come primo obiettivo la perfezione della fumata, ma uno strumento da fumo che persegue un ideale estetico "free" e, cioè, libero dagli stilemi fino a quel momento raggiunti. Concordo che spesso dietro il paravento della free hand alcuni pipemaker o sedicenti tali nascondano le loro incapacità o i loro esperimenti. Ma non per niente da qualche parte su questo forum qualcuno ha aperto un 3d sui fattori piramidali che dovrebbero aiutare a determinare SEMPRE quando una pipa è tale e rispecchia una sua sana evoluzione. Che qui nessuno nota il filo conduttore di taluni 3d degli ultimi tempi ![]() |
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Il mio peggior difetto?
Non so nascondere a un cretino cosa penso di lui |
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Re: Capire le Free Hand |
#65 |
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jackpino
26/11/2004
Brindisi
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21/6/2009 15:20
A noi la palla......che rimbalza e chiede a Griso se la produzione Castello può definirsi Freehand...
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L'aspetto delle cose varia secondo le emozioni,
e così noi vediamo magia e bellezza in loro: ma bellezza e magia, in realtà, sono in noi. (Gibran) |
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Re: Capire le Free Hand |
#66 |
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__griso__
4/12/2006
UTENTE BANNATO
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21/6/2009 16:23
Citazione:
... come dicevo giusto prima, dipende da che cosa si intende per free hand ... Ma non capisco perché hai incentrato la tua attenzione su Castello, e perché la domanda la fai a me in particolare ...Comunque, se si tratta di usare solo raspa e tela abrasiva (salvi i fori al tornio), penso proprio di no; così come se si tratta di costruire pipe infilando un abbozzo da una parte di un macchinario e prendendolo bell'e finito dall'altra ... |
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.. mai discutere con un cretino: prima ti costringe ad abbassarti al suo livello, e poi ti batte con l'esperienza ...
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Re: Capire le Free Hand |
#67 |
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oremy
3/4/2002
Padova - Italia
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21/6/2009 16:48
Citazione:
mi pare molto evidente. la questione su cosa si intende per FREE HAND dopo più di 60 post (in cui questa domanda è stata già fatta varie volte con varie variabili di risposta...) l'hai posta tu. Visto che pare che il dubbio ce l'hai tu e visto che è nota la tua stima e conoscenza della Castello, si prova a darti materiale per ragionarci che a te sia conosciuto e noto. al post 22 Bruto scrive Citazione: Una forma libera dovrebbe avre anche un qualcosa di inripetibile, unico, Disamara, Kronos , Hydra, Melos......, sono tutte forme Don Carlos ormai codificate, non più forme libere. Quindi un'idea ce l'abbiamo già da diversi giorni su cosa si intenda per free hand. Del resto la traduzione è MANO LIBERA. Ma non per questioni puriste sull'uso solo di strumenti manuali, ma questioni di creatività estemporanea (la venatura del legno che suggerisce vie alternative durante la lavorazione) oppure per difficoltà realizzative in cui le macchine non possono competere con la mano dell'uomo. Le Free Hand sottintendono la pipa (ovviamente... e se qualcuno non la sottintende non è un pipemaker). La funzionalità non ricerca estetica e può vivere tranquillamente degli shape classici. Le free hand sottindono sempre più o meno velatamente uno shape classico. Non sarebbe necessario fare "di più" come fanno le free hand per il raggiungimento della sua perfetta funzionalità. Se sai qualcosa che non sappiamo saremo lieti di ascoltarti ![]() |
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Il mio peggior difetto?
Non so nascondere a un cretino cosa penso di lui |
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Re: Capire le Free Hand |
#68 |
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__griso__
4/12/2006
UTENTE BANNATO
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21/6/2009 17:33
Citazione:
Per punti, e in sequenza: Nel passo che riporti, si esprime il punto di vista assolutamente personale, e, peraltro, espresso in forma (significativamente, essendo stata utilizzata la forma condizionale) dubitativa, di un user. Costruttore di pipe, quindi qualificato, ma pur sempre personale. Non mi pare che si possa ridurre tutto ad una questione di irripetibilità\unicità. Anche perché, lo sottolineo, la maggior parte (la stragrande maggioranza) delle FH è (perlomeno) di gusto estetico discutibile; spesso di cattivo gusto. In riferimento alla traduzione del termine Free Hand, mi pare che le "mani" rimangono ugualmente "libere", sia che impugnino raspa e placca, sia che l'una comandi un tornio e l'altra accompagni la placca ... è troppo difficile ? Del resto, se il fine è quello di salvaguardare la "creatività estemporanea", ce la si può fare anche utilizzando strumenti meccanici (anche perché non è detto che si debbano usare SOLO quelli: qualche lavorazione la si può comunque fare a raspa e tela). Non mi pare proprio che “le free hand sottindono sempre più o meno velatamente uno shape classico” … a meno che per “shape classico” non si intenda la previsione di un fornello e di un cannello ... E la perfetta funzionalità è una dote che non hanno tutte le pipe, sia che siano industriali sia che siano FH .... |
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Re: Capire le Free Hand |
#69 |
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oremy
3/4/2002
Padova - Italia
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21/6/2009 18:10
Citazione:
è una battuta, vero? Se molte free hand sono brutte è un problema del pipemaker (leggi il mio post precedente) non certo della definizione di free hand. Scusa Griso... leggi meglio quello che ho scritto sopra perchè mi sa che non mi hai capito in merito alla questione "strumenti" Faccio un suntino da Bignami per concederti un punto di vantaggio: non esiste fresa (o altro) in grado di pensare come un umano o di avere la versatilità della mano umana. Se esistesse sarebbe un vantaggio. Ma non esiste. Il termine FREE HAND deriva da questa banale considerazione. TI è mai capitato di vedere fare delle pipe con le frese che sagomano la forma finale della pipa in meno di 10 secondi? Dubito che la cosa sia possibile con la Tokutomi. Poi dici: Citazione: Non mi pare che si possa ridurre tutto ad una questione di irripetibilità\unicità. Anche perché, lo sottolineo, la maggior parte (la stragrande maggioranza) delle FH è (perlomeno) di gusto estetico discutibile; spesso di cattivo gusto. La seconda frase mica rafforza la prima. Il gusto e l'irripetibilità non sono correlate. Uno sgorbio è unico. Fa schifo. Ma è unico. E' una free hand? Sì. Una free hand che fa schifo. Ancora Citazione: Non mi pare proprio che “le free hand sottindono sempre più o meno velatamente uno shape classico” … a meno che per “shape classico” non si intenda la previsione di un fornello e di un cannello ... Come no... curva o dritta? Più cornetta (vedi Tokutomi) o più oliphant (Baldi)? Più boccetta (Amorelli) o più Poker (Caminetto)? Infine Citazione: E la perfetta funzionalità è una dote che non hanno tutte le pipe, sia che siano industriali sia che siano FH .... Non mi pare oggetto di discussione di questo 3d. E comunque non mi pare che nessuno abbia mai osato dire che una Free Hand è più funzionale in fumata o il contrario. Tra l'altro stai accorto che usi FH vs INDUSTRIALE. Immagino sia un errore di sbaglio e volevi dire CLASSICO. Griso... se poi il tuo scopo in questa discussione è tentare di avere l'ultima parola accrocchiando frasi a caso che non hanno una sequenza logica e nemmeno una loro precipua logica dimmelo subito che smetto anche di risponderti ![]() |
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Il mio peggior difetto?
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Re: Capire le Free Hand |
#70 |
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__griso__
4/12/2006
UTENTE BANNATO
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21/6/2009 20:13
"Se molte free hand sono brutte è un problema del pipemaker (leggi il mio post precedente) non certo della definizione di free hand" ... certo ... "Faccio un suntino da Bignami per concederti un punto di vantaggio: non esiste fresa (o altro) in grado di pensare come un umano o di avere la versatilità della mano umana" Prendo atto del fatto che paragoni la mente umana a una fresa. Comprendo. Ma qui che c'entra ? Il corretto confronto (secondo me, secondo te forse no ) non è "mente umana" VS "fresa", ma "fresa" VS "raspa e tela".E una fresa (o altro strumento meccanico) può ben servire a dare una prima forma ad una pipa. Prendi la Caminetto della foto; se è stata fatta tutta a raspa e tela (cosa della quale dubito), è un capolavoro di inutilità, dato che quelle linee potevano tranquillamente ottenersi con la flessibile .E mi sa che anche nella Baldi è stato fatto uso di una fresa ... "La seconda frase mica rafforza la prima. Il gusto e l'irripetibilità non sono correlate. Uno sgorbio è unico. Fa schifo. Ma è unico. E' una free hand? Sì. Una free hand che fa schifo" Rilievo degno di Monsieur Lapalisse. Infatti: sono due concetti (evidentemente) distinti (secondo me, ma non secondo altri che hanno postato, secondo i quali l' "in sé" del FH è la mera estetica). Comunque, io penso che se una persona impiega molto tempo nel ricavare una pipa da una placca senza l'uso massivo di strumenti meccanici, farà molta più attenzione nel far sì che la pipa fumi anche meglio di una pipa seriale industriale. O almeno, dovrebbe: poi, è chiaro che si devono possedere la tecnica e la scienza costruttiva: ma questo è un altro discorso, non confondiamo l'"essere" con il "dover essere". Come no... curva o dritta? Più cornetta (vedi Tokutomi) o più oliphant (Baldi)? Più boccetta (Amorelli) o più Poker (Caminetto)? Le sei pipe nelle foto non esauriscono il panorama del FH. Ce ne sono tantissime che non assomigliano a nessuno shape classico (salvo, appunto, nell'avere un fornello e un cannello). (Ma la "boccetta" di Amorelli, dove la vedi ?) "E la perfetta funzionalità è una dote che non hanno tutte le pipe, sia che siano industriali sia che siano FH .... Non mi pare oggetto di discussione di questo 3d." Invece si, dato che - rispetto a chi fa del FH una questione di solo estetica - io penso che oltre questa, in una FH debba esserci una miglior fumabilità. "mi pare che nessuno abbia mai osato dire che una Free Hand è più funzionale in fumata o il contrario" Beh, questa dovrebbe - secondo gli estimatori - essere la cifra del FH danese. "Tra l'altro stai accorto che usi FH vs INDUSTRIALE. Immagino sia un errore di sbaglio e volevi dire CLASSICO. "Non è affatto un errore, anche se a te può apparire tale .Il FH è una modalità costruttiva, che trova il suo contraltare nell' "industriale" ... una dimostrazione è in una Baldi che ho, e che tu dovresti conoscere, che è una FH (come tecnica costruttiva), ma classica, perché é praticamente una Canadese ... classica. "Griso... se poi il tuo scopo in questa discussione è tentare di avere l'ultima parola accrocchiando frasi a caso che non hanno una sequenza logica e nemmeno una loro precipua logica dimmelo subito che smetto anche di risponderti "La Logica ... una materia alla quale dovresti portare più rispetto.
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.. mai discutere con un cretino: prima ti costringe ad abbassarti al suo livello, e poi ti batte con l'esperienza ...
(Griso) ... la stupidità è nulla, senza la presunzione... (Griso) |
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Re: Capire le Free Hand |
#71 |
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oremy
3/4/2002
Padova - Italia
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21/6/2009 21:19
Citazione:
Cos'è che ho fatto io? Facciamo così... quando sarai in grado di rispondermi a tono e non travisando del tutto quello che scrivo fammi un fischio. ![]() Almeno il gioco verterà sulle Free hand e non sul fare il bastian contrario. Thanks a lot ![]() |
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Il mio peggior difetto?
Non so nascondere a un cretino cosa penso di lui |
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Re: Capire le Free Hand |
#72 |
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jackpino
26/11/2004
Brindisi
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22/6/2009 10:57
X Bushdoc: di Preben Holm e anche di Ben Wade abbiamo scritto ampiamente sul 3d delle danesi.
da Griso: " E la perfetta funzionalità è una dote che non hanno tutte le pipe, sia che siano industriali sia che siano FH .... Non mi pare oggetto di discussione di questo 3d." Invece si, dato che - rispetto a chi fa del FH una questione di solo estetica - io penso che oltre questa, in una FH debba esserci una miglior fumabilità. "mi pare che nessuno abbia mai osato dire che una Free Hand è più funzionale in fumata o il contrario" Beh, questa dovrebbe - secondo gli estimatori - essere la cifra del FH danese." Caro Griso, cosa significherebbe l'ultima frase? "dovrebbe"....per gli estimatori"....? Essendo io un innamorato delle danesi ma anche di pipe, ritengo che una pipa fatta bene e con criterio, non credo sia una cosa soggettiva...per cui...non "dovrebbe"...."E'". Poi...a te non piacciono, è una tua personalissima considerazione e nessuno ti obbliga a dire il contrario, ma il dato di fatto è che chi sa fare bene le pipe e con coscienza, sa unire l'utile al dilettevole. ![]() |
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L'aspetto delle cose varia secondo le emozioni,
e così noi vediamo magia e bellezza in loro: ma bellezza e magia, in realtà, sono in noi. (Gibran) |
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Re: Capire le Free Hand |
#73 |
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__griso__
4/12/2006
UTENTE BANNATO
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22/6/2009 11:39
Citazione:
... hai paragonato la mente umana a una fresa: ognuno può leggere i post precedenti e trarre le dovute conclusioni, non solo su questo punto, ma anche su tutti gli altri punti in discussione. Facciamo così: ti do ragione, così sei contenta, e la finiamo qui. |
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.. mai discutere con un cretino: prima ti costringe ad abbassarti al suo livello, e poi ti batte con l'esperienza ...
(Griso) ... la stupidità è nulla, senza la presunzione... (Griso) |
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Re: Capire le Free Hand |
#74 |
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__griso__
4/12/2006
UTENTE BANNATO
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22/6/2009 11:44
Jack, l'ultima frase significa esattamente quello che leggi, ovvero che coloro i quali apprezzano la produzione FH danese, la apprezzano non solo per l'estetica, ma soprattutto per le qualità tecniche delle pipe stesse.
Cioè, esattamente, quel che sostengo dall'inizio della discussione, ovvero che il fenomeno del FH non può (e comunque non deve) ridursi ad un fatto puramente estetico, ma deve coinvolgere l'aspetto funzionale: ovvero, ancora (il che è lo stesso), che "chi sa fare bene le pipe e con coscienza, sa unire l'utile al dilettevole". Esattamente quel che pensi tu. |
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.. mai discutere con un cretino: prima ti costringe ad abbassarti al suo livello, e poi ti batte con l'esperienza ...
(Griso) ... la stupidità è nulla, senza la presunzione... (Griso) |
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Re: Capire le Free Hand |
#75 |
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jackpino
26/11/2004
Brindisi
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22/6/2009 12:14
Ok Griso, era importante sottolineare la cosa.
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e così noi vediamo magia e bellezza in loro: ma bellezza e magia, in realtà, sono in noi. (Gibran) |
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Re: Capire le Free Hand |
#76 |
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oremy
3/4/2002
Padova - Italia
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22/6/2009 14:28
Citazione:
Faccio un suntino da Bignami per concederti un punto di vantaggio: non esiste fresa (o altro) in grado di pensare come un umano o di avere la versatilità della mano umana. In risposta alla tua considerazione Citazione: ...che una FH debba essere iniziata e ultimata senza il ricorso a strumenti meccanici.. che a me pare superflua per i motivi del primo quote. Per risponderti di altri post. Baldi che fa una forma classica non sta facendo Free Hand, ma rielaborazione del classico (che può rientrare nel suo generico stile "libero" nei confronti della pipa). Il fatto che alcune free hand siano brutte e fumino male è un problema del pipemaker. Come detto altrove, nel vertice della piramide dei fattori della pipa ci sono i criteri di fumabilità da cui una pipa free hand non può prescindere. Risulta ora più chiaro perchè ho aperto quel 3d? Perchè se parlo delle free hand devo poter dare per scontato tutte le caratteristiche fondamentali. Probabilmente ad alcuni free hander non è mai importato della fumabilità dei loro prodotto. Beh... è ora che lo facciano visto che siamo fumatori! |
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Il mio peggior difetto?
Non so nascondere a un cretino cosa penso di lui |
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Re: Capire le Free Hand |
#77 |
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Spezza
6/3/2008
Lagonegro
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22/6/2009 19:26
Intervengo nuovamente per inserire questa Hiroyuki Tokutomi
Non mi dilungo ulteriormente ma il modo in cui "occhi di pernice" e "fiammatura" si alternano sulle diverse faccie della pipa (addirittua nella stessa inquadratura) è davvero sbalorditivo. Peccato solo per il prezzo. Felici Fumate. ![]() |
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Vivere è la cosa più rara del mondo: i più,esistono solamente (Oscar Wilde).
Il problema dell'umanità è che gli sciocchi e i fanatici sono estremamente sicuri di loro stessi, mentre le persone più sagge sono piene di dubbi. (Bertrand Russell) |
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Re: Capire le Free Hand |
#78 |
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oremy
3/4/2002
Padova - Italia
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23/6/2009 0:11
Il passaggio tra fiamma e occhio sullo spigolo sotto è a mio avviso entusiasmante!!
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Il mio peggior difetto?
Non so nascondere a un cretino cosa penso di lui |
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Re: Capire le Free Hand |
#79 |
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jackpino
26/11/2004
Brindisi
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23/6/2009 1:23
Spezza.....hai centrato quello che è uno dei punti di forza dei giapponesi. Tokutomi osò sconvolgere quello che per i danesi era intoccabile. In questa pipa è ancora più evidente. Davvero eccezionale.
![]() File allegato: Tokutomi2.jpg (9.25 KB)![]() |
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L'aspetto delle cose varia secondo le emozioni,
e così noi vediamo magia e bellezza in loro: ma bellezza e magia, in realtà, sono in noi. (Gibran) |
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Re: Capire le Free Hand |
#80 |
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oremy
3/4/2002
Padova - Italia
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23/6/2009 13:25
Scusa Jack... non ho capito cos'era intoccabile per i danesi.
L'alternanza di fiamma e occhio? |
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Il mio peggior difetto?
Non so nascondere a un cretino cosa penso di lui |
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Re: Capire le Free Hand |
#81 |
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jackpino
26/11/2004
Brindisi
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23/6/2009 14:54
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L'aspetto delle cose varia secondo le emozioni,
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Re: Capire le Free Hand |
#82 |
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effe66
5/3/2008
Ancona
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23/6/2009 18:32
Citazione:
Cara Emilia, se non hai voglia di leggerti il link postato dal buon Jack, l'argomento era stato già affrontato e sintetizzato sul 3d delle danesi, proprio qui (post #505 e 506)... Ah, la sublime deviazione dalla "linea sacra"... Saluti e nuvole, F ![]() |
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Γνῶθι Σεαυτόν ("conosci te stesso")
Produzione senza appropriazione Azione senza imposizione di sé Sviluppo senza sopraffazione (Lao Tse) This above all: to thine own self be true.... |
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Re: Capire le Free Hand |
#83 |
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MisterPuffPuff
21/3/2005
Provincia di Trento
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24/6/2009 7:35
Ho deciso che anch'io , che è notorio non capisca una fava di pipe, dirò la mia !
Innanzitutto credo che per capire una freehand sia indispensabile averla in mano, poter seguire la linea anche con le dita oltre che con gli occhi. Amo pensare una freehand come il frutto di un interazione tra l'artigiano ed il ciocco che mutando sotto le mani dell'artigiano gli indica la strada da percorrere. Proprio per questo motivo che l'artigiano deve avere un esperienza fuori del comune in fatto di costruzione di pipe, per poter afferrare al meglio i suggerimenti che vengono dal ciocco e sapere come tradurli mantenendo funzionalità ed armonia delle forme. Deve anche saper "ascoltare" le venature fin dall'inizio per capire "La direzione" della pipa.... Insomma stiamo parlando di arte e zen, sapienza ed umiltà. ![]() |
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"donde hay música no puede haber cosa mala" (M.Cervantes)
"Music is the strongest form of magic" (M. Manson) DoBeeDoo |
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Re: Capire le Free Hand |
#84 |
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Stalin
26/8/2008
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24/6/2009 8:41
Premesso che buona parte dei critici pittorici non sapevano tenere in mano un pennello (da cui le diverse sensibilità e capacità richieste nei diversi ruoli) io trovo viceversa umiliante (per i pipemaker) questa idea del "va dove ti porta la radica...".
Radiche che pensano "da sole" e artigiani ridotti ad inseguir come bracchi noduli e vene... I due professionisti (seppur non sufficientemente rappresentativi della categoria, ovviamente) intervenuti in questo topic hanno detto esattamente l'opposto, e non mi meraviglia. Penso che invece l'eccesso di romanticismo radico-centrico (neologismo) sia una comoda coperta di Linus per quelli che tentano di far pipe "free" e poi si accontentano di una trama interessante per considerare terminato il lavoro. Ovviamente il tutto in termini molto relativi e senza assolutismi concettuali, almeno da parte mia. |
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"Il legno fa la pipa, il metodo fa la differenza." (Bill Ashton-Taylor)
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Re: Capire le Free Hand |
#85 |
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jackpino
26/11/2004
Brindisi
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24/6/2009 11:54
Carissimo Stalin, come abbiamo visto, il discorso è abbastanza ampio e interessante. Quello che tu ti aspetti da una freehand è esattamente quello di cui si spiegava prima. Parlando di Tokutomi pare evidente che lui ha un'idea e la realizza e...cerca però anche la ràdica adatta. In rispetto della funzionalità, del bilanciamento e comodità potremmo rimanere sopresi ma, vedendole dal vivo. Dalle foto poco traspare dell'aspetto puramente pipico. Se per Freehand poi ritorniamo ai pezzi "unici", dovremo parlare di Corrado Frignani che, come ben visibile dalle sue collezioni, non c'è una pipa ugualle all'altra, concedendosi anche "omaggi" a Botero o a Dalì.
Concordo con te sulle improvvisazioni e facili copiature che più sono finalizzate al recupero delle placche. Posso garantirti che quando parliamo di Maestri le cui pipe costano cifre anche assurde, di placche ne buttano tante, ma tante davvero. Leggende nordiche ci raccontano che Bo Nordh aveva un particolare intuito nello scegliere le placche... ![]() |
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L'aspetto delle cose varia secondo le emozioni,
e così noi vediamo magia e bellezza in loro: ma bellezza e magia, in realtà, sono in noi. (Gibran) |
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Re: Capire le Free Hand |
#86 |
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MisterPuffPuff
21/3/2005
Provincia di Trento
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25/6/2009 14:38
Caro Stalin " frutto di un interazione "
indica una bi-direzionalità e non un lavoro a senso unico. Ma sembri troppo preso dal criticare qualsiasi cosa che ti puzzi non essere in linea col tuo pensiero, per leggere serenamente le cose. polemiPuffPuff |
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"donde hay música no puede haber cosa mala" (M.Cervantes)
"Music is the strongest form of magic" (M. Manson) DoBeeDoo |
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Re: Capire le Free Hand |
#87 |
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DIOMEDE21
1/8/2004
Suessa, quasi lungo il Verde.
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30/6/2009 20:19
Considero le pipe freehand soltanto come una variante estetica delle pipe classiche, dalla billiard alla zulu.
In ogni pipa free, considerandola dal punto di vista funzionale, troviamo quanto si trova in una pipa classica. Il foro del cannello e del fornello sono sempre tondi, l'angolo tra questi due elementi finisce sempre per somigliare a quello di una pipa classica. La pipa free è destinata a chi vuole una forma di pipa particolare, niente più. Con questo non intendo criticare al negativo tale tipo di pipa in quanto abbisogna di un lavoro molto più elaborato, frutto a volte di più artigiani e che gli conferisce un valore economico alto. Fumate free. ![]() |
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Re: Capire le Free Hand |
#88 |
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oremy
3/4/2002
Padova - Italia
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30/6/2009 21:34
Citazione:
in che senso? esempio? perchè? mi ricorda la barzelletta Citazione: Quanti carabinieri servono per avvitare una lampadina? Cento e uno: uno tiene ferma la lampadina e gli altri cento della caserma vi avvitano attorno l'edificio. |
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Il mio peggior difetto?
Non so nascondere a un cretino cosa penso di lui |
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Re: Capire le Free Hand |
#89 |
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DIOMEDE21
1/8/2004
Suessa, quasi lungo il Verde.
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1/7/2009 19:36
Non sono un cultore della pipa, ho solo un paio di libri, qualche opuscolo e il vs. sito. In uno di questi, pipe- di un certo Rutzen, si parla anche delle pipe freehand. C'è scritto che molte di queste sono realizzate in fabbriche che si avvalgono della collaborazione di più operai. Praticamente uno abbozza , un altro forma alla testa, un altro costruisce il bocchino e così via.
Inoltre, questo libro traccia la storia di vari pipai e fabbriche di pipe. Tra questi si trova un pipaio italiano descritto anche come-cito il testo- perennemente alla ricerca della "fumata migliore". Complimenti a lui per le sue pipe e per ciò che riesce ad organizzare attorno ad esse. |
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Re: Capire le Free Hand |
#90 |
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oremy
3/4/2002
Padova - Italia
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1/7/2009 19:50
I casi sono 2.
O tu hai letto male o il Rutzer non sapeva di che parlava. Puoi scegliere ![]() Molte pipe che non sono di certo free hand sono fatte da più operai (Brebbia e Savinelli tanto per fare i 2 esempi più classici). Il fatto che più operai collaborino alla manifattura della pipa non implica la creatività della free hand, ma l'organizzazione della catena di montaggio. Francamente la free hand fatta da più persone la vedo dura e, infatti, non mi viene in mente una squadra di free hander che dà vita a una pipa free hand. Poi non ho capito cosa c'entra il pipaio alla ricerca della fumata perfetta con le free hand. Si può sapere, visto che siamo qui, chi sarebbe il nome in questione? Per favore... scriviamo cose precise. Se abbiamo dubbi sottolineiamolo. Se non leggiamo con attenzione, non riportiamo affermazioni errate. |
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Il mio peggior difetto?
Non so nascondere a un cretino cosa penso di lui |
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Re: Capire le Free Hand |
#91 |
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DIOMEDE21
1/8/2004
Suessa, quasi lungo il Verde.
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1/7/2009 20:41
Oremy hai chiesto un giudizio sulle freehand. Io le considerò così, rispetto alle pipe classiche, per me hanno solo un valore economico maggiore dettato dalla fase di costruzione che a volte può essere più elaborata. Tutto qui.
Se non ti ho risposto in chat è stato perchè era affollata e stranamente mi si è bloccato il computer. Comunque se vuoi possiamo ancora parlarne, pregandoti di non definire tali (come hai fatto in chat) le mie considerazioni. Quanto al pipaio, si tratta di Bruto Sordini in arte don Carlos. Gradevoli fumate ![]() |
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Re: Capire le Free Hand |
#92 |
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oremy
3/4/2002
Padova - Italia
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1/7/2009 20:51
Veramente, Diomede, qui si cercava di capire come valutare le free hand per capirne il valore a oggetto finito.
Non la tua personalissima opinione sulle free hand in genere. Tra l'altro non avevi espresso nemmeno quella in quanto ti limitavi a riportare quanto detto da altri (in maniera scorretta) sul fatto che la free hand costa di più perchè richiede il lavoro di più persone. Dov'è il tuo parere? Citazione: Io le considerò così, rispetto alle pipe classiche, per me hanno solo un valore economico maggiore dettato dalla fase di costruzione che a volte può essere più elaborata. Tutto qui. non è l'oggetto di questa discussione. forse dovresti rileggerla meglio prima ![]() |
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Il mio peggior difetto?
Non so nascondere a un cretino cosa penso di lui |
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Re: Capire le Free Hand |
#93 |
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DIOMEDE21
1/8/2004
Suessa, quasi lungo il Verde.
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1/7/2009 20:57
Va bene oremy, le pipe freehand proprio non le capisco.
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Re: Capire le Free Hand |
#94 |
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oremy
3/4/2002
Padova - Italia
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1/7/2009 21:13
vabbeh... ma allora perchè partecipavi?
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Il mio peggior difetto?
Non so nascondere a un cretino cosa penso di lui |
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Re: Capire le Free Hand |
#95 |
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Gerti
15/2/2003
Padova
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2/7/2009 12:38
Citazione:
Nel libro che citi intitolato "Pipe. Guida ai migliori marchi e modelli di pipe nel mondo" edto del 2000 si parla di 140 marchi di pipe di tutto il mondo. Il metodo che descrivi è proprio di una pipa artigianale ma in serie tipo Castello o Dunhill. Le freehand decodificano la serie cercando di portare in luce nella forma l'originalità e l'innovazione creativa. saluti ![]() |
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Se si leggesse più poesia il mondo sarebbe migliore? Non so ma probabilmente sarebbe più abitabile.
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Re: Capire le Free Hand |
#96 |
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jackpino
26/11/2004
Brindisi
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2/7/2009 14:05
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L'aspetto delle cose varia secondo le emozioni,
e così noi vediamo magia e bellezza in loro: ma bellezza e magia, in realtà, sono in noi. (Gibran) |
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Re: Capire le Free Hand |
#97 |
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oremy
3/4/2002
Padova - Italia
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19/7/2010 21:55
Vi sottopongo questa Nuvola...
Cosa ne pensate? |
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Il mio peggior difetto?
Non so nascondere a un cretino cosa penso di lui |
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Re: Capire le Free Hand |
#98 |
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FTP
19/4/2010
Reggio Emilia
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19/7/2010 22:18
proprio carina!
non ha troppi arzigoggolamenti, ma è allo stesso tempo originale. certo che prima di spendere certe cifre ci penserei un po'… (parla uno che ha notevoli problemi di budget, purtroppo) |
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Apple Computers
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Re: Capire le Free Hand |
#99 |
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Anvil
19/3/2009
Milano
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20/7/2010 0:17
mah ... mi lascia dubbioso sia dal punto di vista estetico che pratico ...
da approfondire |
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"Instead of preaching forty year,"
My neighbour Parson Thirdly said, "I wish I had stuck to pipes and beer." “Happy mortal he who knows the pleasure that a pipe bestows.” "Chi si e' rubato il mio postalmarket ?!" |
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Re: Capire le Free Hand |
#100 |
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skizoide
31/12/2007
padova
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20/7/2010 5:31
piu che una nuvole sembra un cuneo... od un'ascia di guerra
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Skizoconfusoide!
![]() tutta l'umana saggezza verrà riposta in queste parole: aspettare e sperare |
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