Forum
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Capire le Free Hand |
#1 |
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oremy
3/4/2002
Padova - Italia
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8/6/2009 14:28
Mentre per gli shape classici è abbastanza semplice capire la bellezza di una pipa....
Con le free hand si apre una voragine di dubbi, soggettività e incapacità (non nascondiamoci dietro una pipa... non siamo tutti capaci di criticare un quadro o una scultura...). Personalmente confesso una fatica notevole a spiegare perchè una free hand è bella o brutta. Escluso il personale gusto estetico, è arduo stabilire se la ricerca di nuove forme e proporzioni è riuscita oppure no. A volte sembra che qualunque cosa, in quanto free hand, sia bella. Mi piacerebbe iniziare un'analisi libera di alcune di queste forme free. Il mare in questione è del tutto inesplorato per cui non riesco a dare delle indicazioni che possono essere valide e utili per l'analisi. Vi dò al momento solo il limite delle 6 foto allegate. Sbizzarritevi analizzandole una per una o anche confrontandole e spiegandomi perchè sono belle o perchè sono brutte o cosa si poteva fare in più o in meno. Cosa vi ricordano? cosa vi trasmettono? le linee sono armoniche? Come si riconoscono linee armoniche? Come si riconoscono forme armoniche? Attingete pure ai campi che conoscete di più (scultura, pittura, architettura, musica, ebanisteria, etc etc etc) ENJOY ![]() |
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Il mio peggior difetto?
Non so nascondere a un cretino cosa penso di lui |
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Re: Capire le Free Hand |
#2 |
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Charly73
14/10/2006
Varese
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8/6/2009 15:46
Bel post Emilia, mi piace! :D
Che dire non è semplice attribuire determinate caratteristiche a una free hand, perchè personalmente ogni tanto faccio fatica, probabilmente sono io che non ci arrivo! Di certo la particolarità di queste pipe spesso fa si che uno a priori dice bella, per non contraddire chi c'è l'ha, e questo purtroppo non è bello! Delle 6 allegate non so se lo hai fatto apposta o cosa ma sono onesto faccio fatica non solo a capirle ma per i miei gusti faccio pure fatica a dire che belle! Per ora mi fermo qua e apsetto qualche commento per poi trarre qualche spunto per poter affrontare la discussione in modo migliore. |
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Re: Capire le Free Hand |
#3 |
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oremy
3/4/2002
Padova - Italia
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8/6/2009 16:37
noterei, tra alcune di queste (forse nelle altre non ho colto io), la voglia di rappresentare in termini pipici oggetti reali
- il globo - un cavalluccio marino - un frutto - un fiore |
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Il mio peggior difetto?
Non so nascondere a un cretino cosa penso di lui |
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Re: Capire le Free Hand |
#4 |
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skizoide
31/12/2007
padova
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8/6/2009 17:02
L'uomo spesso ricerca la perfezione negli elementi cuvilinei anzichè spigolosi, per armonia della linea che non si interrompe mai soffermandosi su un particolare ma continua sinuosa la sua corsa senza stancare l'occhio.
Anticamente la perfezione e la divinità era un cerchio, un sole, un occhio, sempre la forma tonda che per la sua infinita continuità rappresenta tutto l'essere, tutta la conoscenza. gli elementi curvilinei sono i piu frequenti in natura dal macro (orbite planetarie) al micro (gli atomi). tutto ciò per definire che una freehand dalle curve morbide e sinuose, a primo impatto mi risulta piu gradevole di una spigolosa, la quale può sicuramente, ad un'analisi approfondita svelare un carattere deciso e forte. pertanto proporrei una prima suddivisione tra FH dalle linee Morbide o Decise |
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Skizoconfusoide!
![]() tutta l'umana saggezza verrà riposta in queste parole: aspettare e sperare |
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Re: Capire le Free Hand |
#5 |
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oremy
3/4/2002
Padova - Italia
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8/6/2009 17:19
Ti dirò Skizo,
pur amando le linee tondeggianti, confesso una insana passione per gli stili geometrici e simmetrici. O, meglio ancora, riescono a soddisfarmi più facilmente delle rotondità da cui pretendo una sorta di "perfezione" e un "senso" che difficilmente si riescono a dare. Nel design, inoltre, le curve sono riservate a un pubblico femminile, mentre quelle le forme più squadrate e definite sono per quello maschile. Sarà per questo ( ) che tra le pipe postate, pur non andando matta per nessuna, mi dà più "sicurezza" la caminetto: una pipa con un inizio e una fine, una forma decisa e riconoscibile, degli spigoli, degli angoli e dei lati che non creano il disagio (almeno per me) come a vedere qualcosa di sfuggente e poco chiaro.Le forme geometriche e spigolose sono quelle create dall'uomo per racchiudere il mondo: precise e sicure senza pericolo di perdita della stabilità. Il cerchio è tondo, ma è una figura geometrica. Perfetta. La letteratura si spreca sull'argomento E se tanto mi dà tanto... la quadratura del cerchio è un miracolo della geometria! In tante free hand piene di curve non trovo questo miracolo ![]() |
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Il mio peggior difetto?
Non so nascondere a un cretino cosa penso di lui |
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Re: Capire le Free Hand |
#6 |
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ciquz
18/9/2008
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8/6/2009 17:26
Bello e stimolante 3D, Oremy.
Condivido la difficoltà di spiegare perché una free hand ci piace o no. A me una free hand intriga quando percepisco che dentro c'è una pipa "classica" ma non è evidente ad un primo sguardo, cioè quando percepisco che il pipemaker ha volutamente dato una forma libera al materiale "in più". Tra quelle postate direi che la Baldi e la Tokutomi sono quelle che che soddisfano di più questa condizione. Fumate free ![]() |
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Re: Capire le Free Hand |
#7 |
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skizoide
31/12/2007
padova
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8/6/2009 18:45
Certamente oremy, hai centrato un bel punto, la mano dell'artigiano che riesce ad imporre sulla natura il suo volere senza per questo privarla della sua bellezza, anzi dandovi un valore aggiunto, un miracolo della geometria per l'appunto.
nonostante ciò ritrovo una sfida di piu alto livello creare delle linee sinuose, avvolgenti, voluttuose, che il righello e la squadra, con la loro accurata precisione non possono dare. Se racchiudere e mostrare la bellezza è un miracolo geometrico, esporla in tutta la sua potenza è qualche cosa di superbo. e pertanto trovo le pipe curve deliziose e superbe, con un senso di sconfinato che lascia spazio alla mente per perdersi nei suoi meandri |
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Skizoconfusoide!
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Re: Capire le Free Hand |
#8 |
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oremy
3/4/2002
Padova - Italia
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8/6/2009 19:59
Scusate... mi sono lasciata fraintendere.
Le forme tondeggianti sono belle. Reputo, però, che nelle freehand sia difficile trovare NUOVE forme rotondeggianti degne di apprezzamento e che non sembrino più gli scarabocchi su un quaderno di scuola IMHO |
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Il mio peggior difetto?
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Re: Capire le Free Hand |
#9 |
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cagliostro
19/9/2007
Campania
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8/6/2009 20:56
Premettendo che non ne acquisterei nessuna, nel caso dovessi sceglierne una in ordine sceglierei:
Don Carlos Anna Julie Baldo Baldi Tokutomi mi spiacerebbe per Caminetto ed infine Amorelli che pur apprezzandoli come ottimi pipemaker … ma quelle due proprio non se ne scendono. Dalla scelta oserei dire che in me prevale sempre la ricerca della pipa come lo strumento da fumo (anche se mai e poi mai mi permetterei di fumarci dentro). Quindi la mia contraddizione: cerco lo strumento di fumo ma non ci fumo per rispetto o ammirazione dell’opera. Amo l’arte? No! Credo proprio di no, ma riconoscendo almeno un qualcosa che mi ricordi la pipa, accetto il divagare sul tema da parte di un Artista. Una pipa agli estremi come la Caminetto o il globo di Amorelli (perdonatemi l’ignoranza e l’assenza di sensibilità artistica) non le prendo in considerazione l’una per la squadratura estrema l’altra per la scarsità di significato che mi trasmette. Si aprono scenari di collezionismo, investimento, ma credo anche di oggetto pubblicitario; mi spiego ... la forma estrema per mostrare la bravura del pipemaker e quindi un’affermazione tramite un oggetto destinato a vetrine. Mi riservo ulteriori commenti perche penso ne escano delle belle Sempre più alla ricerca della pipa filosofale … saluti alchemici |
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Chi non è più capace di fermarsi a considerare con meraviglia e venerazione è come morto: i suoi occhi sono chiusi. (A. Einstein)
Le mie pipe |
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Re: Capire le Free Hand |
#10 |
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oremy
3/4/2002
Padova - Italia
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8/6/2009 21:56
lo ribadisco un po' per tempo sennò dopo ritornare in carreggiata è complicato.
Vorrei capire come approcciarmi a queste pipe per stabilire se sono belle o brutte o altro. la preferenza o meno per le free hand è del tutto irrilevante. Partire dal presupposto "le pipe sono uno strumento da fumo" credo che in questa discussione sia inutile ai fini preposti. Scusatemi se sembro più antipatica del solito ![]() |
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Il mio peggior difetto?
Non so nascondere a un cretino cosa penso di lui |
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Re: Capire le Free Hand |
#11 |
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pipparda
7/9/2006
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9/6/2009 11:21
Citazione:
Io credo, invece, che non si possa prescindere da questo presupposto e, anzi, proprio per i fini preposti, possa essere l'elemento esteticamente fondamentale. Le astruserie, ad esempio così evidenti nel mondo della moda, fatte esclusivamente per colpire l'osservatore e giustificate spesso da concetti "marziani", che nulla hanno a che vedere col vestire sono oggettivamente brutte. Per i miei canoni, sono poche le FH giustificabili; quelle in cui vedi che l'artigiano non si è messo lì a dire: "cià che faccio un'opera d'arte" e va giù di bulino... Quelle giustificabili sono spesso meravigliose e di solito non si allontanano molto dallo shape classico...ma, allo stesso tempo, lo rivoluzionano! ![]() |
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Estiquaatsi pensa che sia giusto dirlo.
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Re: Capire le Free Hand |
#12 |
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jackpino
26/11/2004
Brindisi
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9/6/2009 11:26
Mia cara Oremy, io credo che in molti 3d si sia già parlato un po’ della storia e delle evoluzioni riguardanti la pipa. Abbiamo parlato di stili e di come siano sviluppati ed evoluti, di come alcune freehand siano adesso diventate dei classici, della attuale situazione e di eventuali proiezioni nel futuro. Stando alla traduzione del “freehand” dobbiamo intanto dire che è una lavorazione manuale, che richiede perizia e capacità. La finalità rimane sempre il fumo. La tecnica va rispettata e nelle freehand si può ammirare la bravura dell’artigiano che sfida le leggi fisiche e fluidodinamiche. Un esempio chiaro?...la pipa serpente di Luciano Cerrato, tecnica che però ritroviamo nelle sue pipe con delle curvature “impossibili” ma che…sono fumabilissime.
Oltre a questo, c’è anche la capacità di valorizzare al meglio la bellezza della ràdica, un esempio chiaro?...il “sole” di Corrado che si fuma a meraviglia. Il connubio fra tecnica e bellezza naturale fa del freehand la sua maggiore peculiarità. Quello che è da ammirare è questa continua sfida. Passo a dare le mie impressioni delle foto postate che posso intuire dalle foto, premettendo che la mia valutazione è riferita solo e soltanto alle foto e non alla produzione. 1) Amorelli, non credo sia una pipa che rispecchi il mio concetto di “freehand” perché bellezza di ràdica non ne vedo e tecnicamente ritengo non sia valida. 2) Anne Julie, questa pipa è una bent della cui fumabilità non mi preoccuperei perché non vedo estremizzazioni tecniche. Fa parte di una collezione che vuol essere un omaggio ai “figli dei fiori”, nostalgia dei tempi passati della Julie e anche un ricordo della vita trascorsa col marito, il grande Poul Rasmussen. Da ammirare la tecnica della colorazione e vorrei ricordare che il famoso “contrast” fu idea loro e messa in pratica da Bjorn. 3) Baldi in questa pipa ha giocato con la fiamma e gli occhi di pernice ma, si può intuire che dal fornello al bocchino non ci sono intoppi che possono mettere in dubbio la sua fumabilità, ma cmq con le stesse difficoltà di una cornetta. 4) Caminetto, non mi fa vedere bellezza di ràdica, mi sarebbe piaciuto vedere una foto laterale dove poter vedere il cannello, importante per intuire eventuale cura nel bilanciamento. 5) Don Carlos, la Disamara è comodissima da tenere in bocca ma, per la mia conformazione fisica, mi crea problemi, perché mi fa andare il fumo dritto nel naso. 6) Tokutomi invece gioca molto con le linee, esalta la ràdica, e controbilancia lavorando sul bocchino, la linea, come nel caso della baldi altri non è che una half bent che non dovrebbe assolutamente creare problemi nella fumata. Una freehand, secondo me, dovrebbe dare un valore aggiunto, ricercarlo è una scelta, avere tra le mani un pezzo di ràdica bello mi dà gioia e felicità. Ritengo che fare una freehand, non sia cosa semplice. Tenere in considerazione e rispettare la comodità, piacevolezza, forma è cosa ardua. Più queste doti sono evidenti, più lasciano intendere la bravura di chi le fa. Una freehand non deve essere il sistema facile per non buttare un pezzo di ràdica. Concludo, ribadendo che sono le mie impressioni, che comunque partono dalla conoscenza dei Nomi proposti e che mi fanno tralasciare altri aspetti che varrebbe la pena controllare. Le forature anche del fornello non sono casuali, chi sa fare le pipe, ne è cosciente o dovrebbe esserlo. |
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L'aspetto delle cose varia secondo le emozioni,
e così noi vediamo magia e bellezza in loro: ma bellezza e magia, in realtà, sono in noi. (Gibran) |
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Re: Capire le Free Hand |
#13 |
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oremy
3/4/2002
Padova - Italia
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9/6/2009 11:57
Vorrei sottolineare il passaggio di jack in cui sottolinea che una free hand dovrebbe esaltare la radica.
Quasi come a dire che il permesso di lasciare andare la mano in maniera non consueta sia conseguente a un invito della radica stessa che ci chiede di lasciarla esprimerla e di non costringerla e sminuirla nelle forme classiche. E', a mio avviso, un modo sensato di vedere la finalità di una free hand: non un mero esercizio stilistico dell'artigiano, ma una richiesta della natura. Passaggio interessante Jack. |
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Il mio peggior difetto?
Non so nascondere a un cretino cosa penso di lui |
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Re: Capire le Free Hand |
#14 |
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Ricu
27/9/2005
Bugianen
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9/6/2009 12:14
Secondo me le free hand sono lo scambio di ruoli tra artigiano e pezzo di legno, normalmente l'artigianoi prende un ciocco ed indirizza la lavorazione verso quello che vuole ottenere; nelle free hand sembra il contrario, è la placca o il ciocco che indirizzano l'artigiano che si deve proporre solo come un traduttore di un linguaggio di venature per comunicare a noi quello che il pezzo di legno voleva dirci (parlo di legno, perchè oltre alla radica noto un continuo sperimentarsi con i nuovi materiali anche tra chi fa free hand).
Delle pipe proposte io preferisco la Tokutomi, ma il bello delle free hand è che la soggettività è prevalente sia nella realizzazione, sia nella valutazione del pezzo. |
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Re: Capire le Free Hand |
#15 |
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vivaldi
10/8/2002
bari
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9/6/2009 13:18
Perdonatemi, sono un troglodita, ma delle 6 l'unica che comprerei è la don carlos per l'unico motivo che è l'unica con la quale potrei andarci per strada, ficcarmi in tasca senza tanti problemi e tenere in bocca costantemente senza avere bisogno di un cavalletto per macchine fotografiche.
La bellezza di una free-hand, secondo me non deve prescindere dal concetto di forma e funzione....altrimenti possono anche essere belle esteticamente ma....come soprammobili, le pipe sono altra cosa. Scusate ancora....ma la penso così. Vivaldi |
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Re: Capire le Free Hand |
#16 |
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oremy
3/4/2002
Padova - Italia
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9/6/2009 13:30
Citazione:
questa osservazione è validissima anche per gli shape classici! Ti ricordo di aver recentemente ricevuto una free hand da 24 grammi ![]() |
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Il mio peggior difetto?
Non so nascondere a un cretino cosa penso di lui |
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Re: Capire le Free Hand |
#17 |
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pipparda
7/9/2006
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9/6/2009 15:14
Citazione:
Mi viene in mente la Poker (stand up): basta un taglio alla base e la billiard sta su...anche esteticamente! ![]() |
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Estiquaatsi pensa che sia giusto dirlo.
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Re: Capire le Free Hand |
#18 |
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effe66
5/3/2008
Ancona
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9/6/2009 15:56
Cara Emilia, innanzitutto... bel 3d!
![]() Dico la mia... amo le pipe artigiani, amo le freehand, amo le interpretazioni freehand degli shape classici... e il gradimento di una freehand è qualcosa che scaturisce in me da un mix di valori: personale gusto estetico, abilità del pipemaker, coerenza di design rispetto al disegno della radica, personale bagaglio pipico-storico-culturale. Perfetta l'analisi di Jack, che sottoscrivo (così come il giudizio sulle pipe che hai mostrato a titolo di esempio nel post d'apertura), e davvero interessante il suo passaggio che hai voluto opportunamente sottolineare. Agganciandomi a questo concetto, e proprio perché il disegno che la natura ha voluto dare alla radica deve essere la prima fonte di ispirazione per il pipemaker che decide di realizzare una freehand, allego la foto di una mia pipa "strana" che amo moltissimo e che penso possa ben spiegare questo concetto in rapporto alla Caminetto che hai postato (e che personalmente trovo assai poco interessante). La pipa è opera del tedesco Peter Klein ed è concettualmente simile nella forma a parallelepipedo alla Caminetto, appunto. Tralasciando per ora la scelta del cannello in bamboo, qui è evidente che l'artigiano abbia deciso di assecondare la radica ottenendo, sui 4 lati principali, due aree perfettamente definite (lo spigolo le separa dal resto) totalmente fiammate in orizzontale che, di conseguenza, ci offrono altre due aree (il fronte della testa e il lato verso la bocca del fumatore, che purtroppo non si vedono in foto) omogeneamente ricoperte di splendidi occhi di pernice. L'effetto generale è poi evidenziato da un gran bel "contrast" che, fra l'altro, trovo si abbini perfettamente nelle sue tonalità chiare con il colore del bamboo. Ultima nota: per la cronaca, è una pipa che fuma davvero bene e molto fresco. Saluti e nuvole, F ![]() |
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Γνῶθι Σεαυτόν ("conosci te stesso")
Produzione senza appropriazione Azione senza imposizione di sé Sviluppo senza sopraffazione (Lao Tse) This above all: to thine own self be true.... |
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Re: Capire le Free Hand |
#19 |
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conrad
5/8/2004
PARMA
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9/6/2009 15:58
ma forse sbaglio io, d'accordo che in una pipa è bello evidenziare la radica, questo sempre indubbiamente, ma ritengo che nelle free-hand, la forma è quella che la fà da padrona, o sbaglio?
buone fumate |
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Re: Capire le Free Hand |
#20 |
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oremy
3/4/2002
Padova - Italia
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9/6/2009 16:17
giusta anche l'osservazione di conrad.
1-1 PALLA AL CENTRO ![]() Domanda per Jack: allora una free hand deve essere solo liscia/sabbiata e fiammatissima? Domanda per Conrad: la forma tu la studi a tavolino senza nemmeno la placca sotto mano (sbaglio?). Allora quale "ispirazione" segui? |
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Re: Capire le Free Hand |
#21 |
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jackpino
26/11/2004
Brindisi
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9/6/2009 16:52
x Oremy: vedi...io direi che l'abilità consiste anche nel creare qualcosa di bello e funzionale. Per chiarire meglio, prendo ad esempio la pipa di effe66, la P.Klein. Si può notare che praticamente non ha cannello. Si potrebbe presupporre che non fosse fiammato o occhiolinato ma...non lo sparemo mai. Il risultato però, è una pipa fatta bene, armonica, fuma bene e gratifica il nostro buon effe66.
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L'aspetto delle cose varia secondo le emozioni,
e così noi vediamo magia e bellezza in loro: ma bellezza e magia, in realtà, sono in noi. (Gibran) |
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Re: Capire le Free Hand |
#22 |
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oremy
3/4/2002
Padova - Italia
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9/6/2009 17:01
Ricevo da Bruto Sordini e riporto fedelmente:
Citazione:
In attesa che Bruto mi indichi il link corretto.... lancio a voi la palla... DEFINIZIONE DI FREE HAND? ![]() |
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Il mio peggior difetto?
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Re: Capire le Free Hand |
#23 |
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_Valtliner_
10/1/2008
UTENTE BANNATO
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9/6/2009 17:04
Se una forma classica è considerata bella proprio perchè classica, una freehand puo' avvalersi di maggior originalità, ma per raggiungere questa deve spendere qualcosa in stravaganza (intesa come allontanamento dal classico). Secondo me, fermo restando qualità della radica e lavorazione etc..., una freehand è tanto piu' bella quanto maggior originalità esprime con la minor spesa possibile in termini di stravaganza.
Ossia: Bellezza freehand= originalità:stravaganza. Ad esempio poniamo la pipa n.1 postata da oremy potrebbe avere un alto grado di originalità (10) ma parimenti un alto grado di stravaganza(10), dunque il rapporto sarebbe basso ( 1 ). Poniamo la pipa di Conrad: potrebbe avere tasso di originalità basso ( 4 ) ma ha speso poco in stravaganza ( 2 ) e dunque il rapporto sarebbe piu' alto ( 2). Ecco, per me l'idea di freehand è tanto piu' riuscita quanto maggior originalità riesce ad esprimere allontanandosi il meno possibile dalla classicità. Che ne pensate ? |
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Re: Capire le Free Hand |
#24 |
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oremy
3/4/2002
Padova - Italia
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9/6/2009 17:08
Perchè una forma libera non dovrebbe discostarsi tanto dal classico?
Mi pare una contraddizione. |
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Il mio peggior difetto?
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Re: Capire le Free Hand |
#25 |
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Charly73
14/10/2006
Varese
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9/6/2009 17:09
Definizione di Free Hand??? Non per sminuire il post o la tua domanda .... ma direi che la risposta è semplicisisma, ossia pipa che non segue o rispetta le basi per la costruzione di una pipa classica.
Esempio, una canadese si sa è una pipa lunga, ma per esempio una canadese lunga circa 40 cm la definisco free hand, non classica. |
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Re: Capire le Free Hand |
#26 |
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Anvil
19/3/2009
Milano
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9/6/2009 17:34
Dal mio insesperto punto di vista, una pipa freehand e' equiparabile all'improvvisazione musicale.
Quando un'improvvisazione si dice riuscita ? Quando dietro ad una esecuzione apparentemente casuale si maschera un bagaglio tecnico non indifferente. Di conseguenza a prescindere dalle forme (legate ai gusti personali) quando una freehand si dice ben riuscita ? Quando l'elevato livello "tecnico" non viene sacrificato per l'apparenza ma viene ben mascherato dalle visibili stravaganze stilistiche. Di conseguenza se consideriamo gli shape classici come il traguardo di un percorso di raffinamento tecnico, allora si, e' vero che non ci si puo' discostare troppo dal classico. Nello stesso tempo la sperimentazione di nuove soluzioni (basate sulla tecnica acquisita) puo' dare vita a pregevoli risultati seppur lontani dalle ben note forme. Ma questo e' piu' un discorso generale, in quanto non posso definirmi conoscitore del campo ![]() |
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"Instead of preaching forty year,"
My neighbour Parson Thirdly said, "I wish I had stuck to pipes and beer." “Happy mortal he who knows the pleasure that a pipe bestows.” "Chi si e' rubato il mio postalmarket ?!" |
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Re: Capire le Free Hand |
#27 |
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Anvil
19/3/2009
Milano
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9/6/2009 17:46
Non ho fatto in tempo ad aggiungere questo al precedente messaggio :
L'oggetto ottenuto rimane una pipa, qundi la sua funzione non dev'essere persa per la strada dell'esercizio di stile. Per rispondere alla domanda di oremy ... capire la freehand e giudicarla ... bhe non e' possibile farlo solo giudicando l'estetica. Cio' che e' armonico per me potrebbe non esserlo per altri ... e poi perche' in alcuni casi potrebbe essere bella la disarmonia, come una dissonanza in una composizione musicale. La freehand colpisce, come una stoccata di fioretto ... a mio avviso l'analisi la snatura. |
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"Instead of preaching forty year,"
My neighbour Parson Thirdly said, "I wish I had stuck to pipes and beer." “Happy mortal he who knows the pleasure that a pipe bestows.” "Chi si e' rubato il mio postalmarket ?!" |
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Re: Capire le Free Hand |
#28 |
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vivaldi
10/8/2002
bari
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9/6/2009 18:06
Citazione:
Oremy, io non ho detto che non mi piacciono le freee hand perchè sono tutte pesanti; a me le free hand piacciono; dico solo che non gradisco quando in nome dell'estetica "free-hand" si perde il concetto di forma e funzione di un oggetto. Qualche tempo fa uno dei free-hander emergenti ha detto a Gerti che l'unica cosa che gli interessa è la parte eterna ed estetica della pipa e che, invece, come fuma, le forature in asse etc. sono cosa che non lo riguarda; se non ci credi chiedilo a lui, io non faccioil nome per non sollevare polemiche inutili. Ciao Viv. |
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Re: Capire le Free Hand |
#29 |
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conrad
5/8/2004
PARMA
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9/6/2009 18:11
a mio avviso, Anvil ha detto giusto.
Poi per rispondere a Oremy, si, io le forme le studio prima a tavolino, schizzi su schizzi, linee secche e decise o morbide molto plastiche, correggo e ricorreggo finché mi soddisfa, poi cerco la radica giusta. (non sempre si trova allora aspetto). Per Charly, direi che una canadese da 40 cm, rimane una canadese rivisitata. Queste considerazioni, sono mie personali, chiaro che non sono legge: |
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Re: Capire le Free Hand |
#30 |
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oremy
3/4/2002
Padova - Italia
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9/6/2009 18:38
Il link che segnalava Bruto era di questa ARS ET LABORA
Nello specifico ci tiene a precisare che questa dicitura appartiene ai prototipi delle nuove forme che crea. Fino a che non sono definitve nelle line, si chiamano così e sono passibili di modifiche e miglioramenti. Reputo gli interventi di Bruto e Corrado molto interessanti ai fini di sapere come si affronta il NUOVO. Mi piacerebbe che anche qualcun altro (anche scrivendomi in email) ci rendesse partecipe del suo specifico approccio. Ovviamente nessuno metodo è migliore o peggiore dell'altro a priori. Sicuramente si va incontro anche alle proprie abilità. Personalmente non mi piace l'associazione tra "forma libera" e stravaganza. Se una forma è considerata libera (e anche stravagante) nel momento in cui non è ancora diffusa e gode della sua aurea di novità. Ma è variabile come lo è la definizione di "comune senso del pudore" che cambia ed evolve coi tempi. |
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Il mio peggior difetto?
Non so nascondere a un cretino cosa penso di lui |
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Re: Capire le Free Hand |
#31 |
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DIOMEDE21
1/8/2004
Suessa, quasi lungo il Verde.
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9/6/2009 18:52
Penso che alla base di una pipa dalla
forma libera ci sia soprattutto la forma del ciocco grezzo. E' la base da cui il pipaio parte per la creazione della pipa e ne condiziona la forma finale. Che alla fine piaccia o no ne viene fuori una pipa. ![]() |
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Re: Capire le Free Hand |
#32 |
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oremy
3/4/2002
Padova - Italia
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9/6/2009 19:43
Citazione:
il pipaio non parte dal ciocco grezzo. non lo vede nemmeno in foto. ma parte dalla placca. ![]() |
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Il mio peggior difetto?
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Re: Capire le Free Hand |
#33 |
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DIOMEDE21
1/8/2004
Suessa, quasi lungo il Verde.
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9/6/2009 21:55
Sembra di aver letto nel forum che la
placca è una parte del ciocco con un lato grezzo. Per me, è dalla forma di questo che il pipaio parte per costruire quella che sarà la forma finale della pipa. A meno che le placche non hanno tutte la stessa forma o dimensione. ![]() |
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Re: Capire le Free Hand |
#34 |
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oremy
3/4/2002
Padova - Italia
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9/6/2009 22:05
Stessa identica e precisa magari no.
Ma pressappoco una placca è una placca e non mi dice che free hand tirarci fuori Forse non le hai mai viste. Prova qui: placche di calabria pipe Più che forma e dimensione, a guidare la free hand in genere è la fiammatura. In questo senso il segantino che sega le placche ha un ruolo importantissimo. Facendo questo passaggio a ritroso potremmo dare la "colpa" di una bella free hand direttamente al segantino! ![]() |
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Il mio peggior difetto?
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Re: Capire le Free Hand |
#35 |
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alesi
27/10/2007
Roma - Italia
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9/6/2009 22:38
Non tento una definizione di freehand, mi limito a riportare il mio metro di giudizio.
Quando vedo una pipa nuova la prima cosa che controllo e come sta in mano: nel senso che immagino come sarebbe fumare quella pipa, sentirla nella mano, sentirla in bocca, immagino anche il fumo che esce dal fornello... insomma: è come se sognassi mentalmente di fumarla. Tra le proposte "sceglierei" solo la disamara (che mi ha sempre incuriosito): la spigolosità delle altre (e alcuni abbellimenti puramente estetici) mi fanno apparire le altre magari belle ma non certo fumabili (da me!) Saluti |
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Fumate geniali
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Re: Capire le Free Hand |
#36 |
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oremy
3/4/2002
Padova - Italia
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9/6/2009 23:08
Facendo un punto della situazione abbiamo 2 punti di vista
LA VENATURA DEL LEGNO LA FORMA NUOVA (free inteso alla Bruto come non ancora classificata e difficilmente ripetibile) Forse sulla qualità della radica non c'è bisogno più di tanto bisogno di dilungarsi... Ma sulla forma nuova sì. E ritorniamo a monte: quando una FORMA LIBERA è riuscita? Capisco chi dice che c'è un buon margine di soggettività. Però siamo concordi tutti nel classificare La pietà di Michelangelo come un capolavoro! Come mi approccio a una free hand per cogliere che non sia solo una pipa lasciata incompiuta per far vedere la fiammatura? Indico tre mie pipe che mi fanno impazzire per provare a dare un perchè alla mia preferenza. Le prime 2 sono forme ormai consolidate e ripetute, ma sicuramente hanno avuto un passato da FREE SPIRITS ![]() In ordine di arrivo: KRNOS DON CARLOS PIGNATTINA LE NUVOLE TUORLO SODO CORRADO Barile... pignattina... tuorlo... Tutte queste forme non fanno altro che attingere da oggetti reali. A me questra trasposizione fa impazzire. Oltretutto mi fanno impazzire le sfericità (corrado e le nuvole) e mi fa impazzire la tortuosità della kronos Sono tutte forme stravaganti e anomale, ma hanno il loro equilibrio e la loro identità nel richiamare gli oggetti da cui sono ispirati. Le loro forme sono comunque definiti nei limiti della geometria con il giusto equilibrio di centri e diametri. Altre forme (la tokutomi ad esempio) sono pericolosissime, a mio avviso e rischiano di avere esiti veramente pacchiani. La forma da Barbapapà è brevettata? La forma di una goccia d'acqua è brevettata? La forma di un fiocco di neve è brevettata? Io, senza saper nè leggere nè scrivere, mi affiderei molto alle forme strabilianti della natura. Chè la natura è equilibrata. ![]() |
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Re: Capire le Free Hand |
#37 |
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oremy
3/4/2002
Padova - Italia
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9/6/2009 23:14
Citazione:
Il punto non è quella che sceglieresti. Non è stato chiesto ciò. E' stato chiesto di partire da quelle postate per far scatenare la riflessione. La riflessione prevede tranquillamente "sono tutte brutte per questo e questo e quell'altro motivo" La questione della fumabilità è al momento accantonata perchè diamo per scontato che una pipa sia fumabile. Vogliamo capire "solo" se l'estetica è interessante o meno. E' già abbastanza difficile discuterne così. Se ci mettiamo a deviare l'attenzione dai punti chiave non ne verremmo mai a capo. Grazie |
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Re: Capire le Free Hand |
#38 |
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blacksmith
6/9/2008
terzo pianeta dal sole
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9/6/2009 23:55
per quanto possegga pipe dalle forme piu' o meno classiche sono rimasto colpito dalla pipa -rosa e dall'idea della sensazione che mi darebbe prenderla in mano e fumarci....mi fa venire in mente un lavoro meno meccanico e piu' istintivo,ad esempio,di una don carlos,pur avendo in comune uno shape non classico,ma comunque meno geometrico e molto piu'difficilmente replicabile(ma forse qui mi sbaglio non me ne vogliate) piu' vissuto se vogliamo...mi ricorda quando da piccolo cercavo di trasformare in pipe tutti i pezzi di legno che raccoglievo quando andavo nei boschi,la ruvidezza delle scorze,l'odore terroso del sottobosco...insomma una pipa dei ricordi
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-La pistola ti rende nervoso?
-La pistola ha una sua funzione.Sono gli idioti con la pistola che mi rendono nervoso. Charles Bronson |
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Re: Capire le Free Hand |
#39 |
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Thebloozboy
24/3/2004
Mi
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9/6/2009 23:55
Dirò un sacco di stro…te………………e ripeterò un sacco di cose già sentite, ma non fateci caso…………..forse è caduto qualcosa di strano nel tabacco che sto fumando !
A mio modo di vedere il rapporto tra free hand e forme classiche è, in estrema sintesi, la differenza stessa tra materia che prende forma e forma che prende avvio dalla materia. Le forme classiche sono forme che prendono la materia, prescindono dalle caratteristiche della materia stessa e ……………non strappatevi le vesti …….per assurdo sono quelle dove l’apporto dell’uomo-artista è minore, perché la massima perfezione può in senso assoluto essere ottenuta dalla macchina che lavora al micron sebbene impersonalmente la materia. L’estro artistico invece parte dalla materia per definire la forma, intendo significare che anche in una forma classica l’artista parte dalle caratteristiche della materia per definire la forma, che, in quanto tale non sarà mai perfetta in assoluto e replicabile. Per essere espliciti penso che l’idea di base sia che la materia in se stessa include qualcosa di definito e persistente (la perfezione di un minerale, di un qualsiasi pezzo di legno che raccogliamo in un bosco o di un fiore) e l’apporto dell’artigiano che la lavora è quello di un artista che si applica per liberarlo: la forma è risultato della materia volta ad esaltarne la perfezione preesistente. La differenza è quella che corre tra una riproduzione di una statua di Michelangelo riprodotta in Cina e l’opera di un artista: l’artista a scrutare e capire in un blocco di marmo l’essenza della sua esistenza, perfetta già in natura. In altre parole il suo intelletto e la sua arte cercano di tradurre a perfezione ciò che già esiste in natura, rendono la visione che nasce, su quel pezzo di materia, nella mente dell’artista e la traducono in una forma. Questa è arte: sebbene la sua essenza persista già nella materia stessa, essa la estrae e la esalta attraverso le mani dell’uomo ma soprattutto con la forza della mente. Una volta sono stato nel laboratorio di un vecchio maestro … e guardandolo lavorare su una pipa che era un vero capolavoro, lo vedevo fermarsi per minuti a guardarla e scrutarla……chiedendo cosa facesse mi rispose che leggeva la radica per capire quale forma essa volesse prendere ! |
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Re: Capire le Free Hand |
#40 |
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oremy
3/4/2002
Padova - Italia
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10/6/2009 0:28
Interessante il passaggio di Thebloozboy sulla materia che prende forma e la forma che prende avvio dalla materia.
Di sicuro una definizione interessante che può tornarci utile per cercare di definire cos'è una free hand. Ma la richiesta di definizione di free hand che si è resa necessaria in questo 3d è stata scaturita dal messaggio di Bruto che mi dice che la sua disamara non è più free hand perchè ormai forma definita e replicabile (e replicata). Nel nostro caso potremmo, per semplificarci la vita, definire SOMMARIAMENTE (e non me ne voglia bruto) una free hand una pipa di una forma che esula dalla carta degli shape classici. Perchè anche sulla disamara si ha da discutere per capire se il risultato è buono o meno. Sottolineo come la disamara stessa sia ispirata anch'essa a una forma presente in natura... che non è un testicolo ma un frutto!!! (suvvia Bruto, si scherza! )Tornando alle nostre 5 di partenza vorrei ad esempio dire: - AMORELLI-GLOBO mi pare che sia sbilanciata e che le proporzioni propendano troppo per il bocchino (troppe curvo e lungo) per terminare con un globo un po' esile anche rispetto alla metafora che porta - TOKUTOMI per me assolutamente priva di senso senza nè capo nè coda non trovo la pipa non trovo la metafora non trovo la proporzione non trovo la forma non trovo l'ergonomia per la fumata 2 ciuffi a banana che mi ricordano più avanzi di lavorazione che altro Scusa Jack... ma oltre all'esaltazione della radica (e non penso che possa essere motivo sufficiente per la sufficienza) è questa una pipa che proprio non riesco a comprendere nè come strumento da fumo nè come piccola opera d'arte. Ovviamente sono pronterrima a seguire la spiegazione che chiunque vorrà darmi per togliermi dall'imbarazzo di non capirla ![]() |
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Il mio peggior difetto?
Non so nascondere a un cretino cosa penso di lui |
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Re: Capire le Free Hand |
#41 |
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jackpino
26/11/2004
Brindisi
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10/6/2009 1:10
Cara Oremy, posto la pipa ripresa da altre angolazioni dove potrai vedere che è una pipa, in particolare la vista dall'alto.
Sarò grato a chiunque tradurrà questo: "This Hiro Grade Manta with tail is one of the largest pipes that Toku-san has created. Within the composition is an immaculate balance of Katachi (Japanese traditional arts and crafts)abstract representation, and hints at underlying chaos found within the eruption of plateau. This was also the first composition I held that spoke not of a form whose edges were going into the void, but a form appearing from out of the void. Face at desk level, I lifted my eyes to meet Toku-san's. A second later his eyes crinkled into a gentle smile. Yeah.... I got it." ![]() File allegato: tokutomi.jpg (30.03 KB)![]() |
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L'aspetto delle cose varia secondo le emozioni,
e così noi vediamo magia e bellezza in loro: ma bellezza e magia, in realtà, sono in noi. (Gibran) |
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Re: Capire le Free Hand |
#42 |
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enrakt
27/11/2008
parma
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10/6/2009 8:44
Amorelli:ha una forma,per me,fortemente evocativa;mi fà impazzire.
Ricorda molto sia le luminarie stile retrò,sia le pipe ad acqua mediorientali per lo stesso motivo cioè l'essenzialità e quel fornello adagiato sul cucuzzolo del cannello in un equlibrio che sembra precario(e perfetto). Non fatico ad immaginarla sormontata da una fiammella da olio. saluti |
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Francia o Spagna purchè se magna!
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Re: Capire le Free Hand |
#43 |
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effe66
5/3/2008
Ancona
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10/6/2009 11:35
Ecco la traduzione, con l'avvertimento che non è un passaggio facile e va comunque interpretato (nel testo virgolettato ho cercato di essere aderente al significato letterale ma non senza difficoltà).
«Questa "Manta con coda" di grado Hiro (nota: stiamo parlando del massimo grado di questo pipemaker, ovvero di una pipa quotata da 2000$ in su) è una delle più grandi pipe che Toku-san abbia creato. La composizione è un perfetto equilibrio di una astratta rappresentazione del Katachi (tradizionale concetto giapponese che si applica nelle arti e nei mestieri con il significato di ricerca interiore della perfezione), completata dal suggerimento del "caos sottostante" (altro concetto importante nella cultura orientale) che viene rappresentato dalla parte di radica lasciata al naturale. Questa è stata la prima sensazione formale che ho avuto, affermando anche che che in questa pipa la forma (nota: i suoi "bordi" intesi come confine fisico) non sembrano perdersi nello spazio vuoto, bensì appaiono come fossero fuoriusciti dal vuoto. Con il volto sulla scrivania, ho alzato gli occhi per incontrare lo sguardo di Toku-san (nota: evidentemente erano insieme). Un secondo e poi vidi nei suoi occhi un espressione di dolce sorriso. Sì... avevo capito!. » E adesso, avanti con le interpretazioni... ![]() Saluti e nuvole, F ![]() |
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Γνῶθι Σεαυτόν ("conosci te stesso")
Produzione senza appropriazione Azione senza imposizione di sé Sviluppo senza sopraffazione (Lao Tse) This above all: to thine own self be true.... |
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Re: Capire le Free Hand |
#44 |
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Ottavio
4/10/2008
Torino - Bugianen Pipa Club
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10/6/2009 11:40
Guardando gli allegati di oremy e cercando di dare delle definizioni alle pipe in questione, di quello che ci trasmettono e come scrutare il cielo e giocare con le forme delle nuvole.
- L’appendi abito di mia nonna - Candelabro da lapide - Il mantice di una fisarmonica - L’Acquasantiera -Il testicolo destro - Un robusto palanchino Questo, è ciò che vedo nella mia immaginazione , per provocare dissensi o critiche . Ma un artista (in generale) perché non debba per forza eccedere a cose che di pipa armonica, si vede ben poco? La foto che allego è un ovetto di Cerrato non è fiammatissima ma rimane comunque un’opera d’arte sia di tecnica, esecuzione e (spero) di buon gusto. |
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To be a rock and not to roll
Essere una roccia non un sasso che rotola (Robert Plant-Led Zeppelin) Le mie pipe |
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Re: Capire le Free Hand |
#45 |
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conrad
5/8/2004
PARMA
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10/6/2009 12:41
Carissimo Ottavio, nulla da ridire sulla tua Cerrato, molto bella, ma qualcuno come dici tu potrebbe vederci una pipa tradizionale a cui ci si è afflosciato il cannello.
Discutere sull'arte, è una cosa molto ardua. Per me un'opera o piace o no. Non importa qual'è il motivo, c'è a chi piace perchè gli ricorda qualcosa, o perchè è semplice o perchè è complessa, oppure, perchè riesce a trasmettere la mano e le sensazioni proprie dell'artista, che devono essere capite. la Manta con coda è una di queste. poi, certo c'è chi preferisce un disegno della nipote a un Picasso (mia mamma!) è solo questione di cultura artistica della persona. ma questo in tutte le cose, penne, sedie, auto, ecc. povera noi se a tutti piacessero le stesse cose, sarebbe un mondo molto piatto |
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Re: Capire le Free Hand |
#46 |
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oremy
3/4/2002
Padova - Italia
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10/6/2009 12:44
Citazione:
ed ecco qui uno dei limiti più forti e antichi: la tradizione occidentale è diversa da quella orientale. Io della tradizione orientale non vado oltre i manga, gli anime e gli involtini primavera con il sushi Per cui a me quella forma non dice nulla (ed è del tutto incomprensibile) probabilmente perchè non ho la forma mentale adatta a farlo (magari un giorno... chissà!) Grazie Jack e grazie Effe! ![]() |
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Il mio peggior difetto?
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Re: Capire le Free Hand |
#47 |
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OldStyle
18/9/2008
Cesena (FC)
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10/6/2009 13:11
Citazione:
Se ho ben capito il post di alesi, per "fumabilità" lui intendeva (o non intendeva solo) il concetto di 'fuma bene/fuma male', ma anche, riallacciandomi alla prima parte del suo intervento, se con quella pipa FH lui, o chiunque, "si vedrebbe fumare". Cioè, in parole povere: uno guarda la pipa e si immagina l'insieme fumatore-pipa. Se questo era il senso, e non ho preso una cantonata, mi trovo d'accordo con lui, e non riterrei ininfluente la valutazione di tale elemento. Diversamente, potremmo avere una bellissima e riuscitissima "forma" artistica, ma una pipa di per sè venuta male. Sotto questo aspetto, ad esempio, la pipa Amorelli non la vedrei in bocca a nessuno. Per cui, per le mie poche conoscenze in materia, direi ad occhio che è una pipa, FH o no, venuta male. Premesso ciò, concordo poi sul fatto che una FH, ovviamente nei limiti del gusto di ciascuno (e tra chi mi ha preceduto nei post, ad esempio, vi è stato anche qualcuno che la Amorelli l'ha apprezzata), debba esprimere un qualcosa in più rispetto ad una pipa tradizionale, vuoi per l'esaltazione della radica attraverso una forma (la"cubica" di cui Effe66 ha postato la foto è un esempio di ciò), vuoi per un elemento di originalità introdotto nella forma classica (il fiore di Anna Julie; la - per me - "coda di drago" di Baldo Baldi), vuoi per una forma innovativa che "spacca" e "spicca" nel novero delle forme consuete. Ma, ripeto, il presupposto per me rimane quanto detto all'inizio. Altrimenti potremmo avere una pipa FH bellissima, ma atta ad altri usi (l'Amorelli, senza offesa, la vedrei bene appesa al muro come porta-abiti o come lampioncino). Spero di non aver detto troppe castronerie ma... in fondo siamo qui per imparare. ![]() |
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Non exiguum temporis habemus, sed multum perdidimus. (Seneca)
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Re: Capire le Free Hand |
#48 |
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oremy
3/4/2002
Padova - Italia
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10/6/2009 13:21
mi piace quando vi incacchiate e me ne dite 4... sennò mi pare di fare un monologo!!1
butto una provocazione... non lo so, ma è plausibile che Amorelli (che generalmente fa free hand di altro stile rispetto a questa e mooooooolto più belle!) abbia fatto LA SFERA in occasione di qualche specifico evento. Mi domanda... la sua metafora (obbligata in questo caso) sarebbe da rivalutare per dare la sufficienza a questa pipa? O la stessa metafora poteva essere espressa comunque in modo migliore? [Turiddu... noi ti si vuole un sacco di bene!!! Ti usiamo come cavia per crescere tutti insieme! ] ![]() |
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Il mio peggior difetto?
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Re: Capire le Free Hand |
#49 |
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jackpino
26/11/2004
Brindisi
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10/6/2009 13:47
Ringrazio per la traduzione che anche ZioPippo mi aveva inviato in pvt e che riporto per ringraziarlo pubblicamente:
"Questa Hiro Grade Manta con coda e' una delle maggiori pipe che Toku-san ha creato. Dentro la composizione vi e'una rappresentazione astratta di immacolato equilibrio di Kataki (arti e mestieri tradizionali Giapponesi) e cenni di sottostante caos scoperti dentro l'esplosione della placca. Questa fu' anche la prima composizione della quale sostenni che esprimeva non di una forma i cui bordi vanno dentro il nulla ma una forma che compare dal nulla. Con il viso all'altezza del tavolo, io alzai gli occhi per incontrare quelli di Toku-san. Un secondo dopo i suoi occhi si socchiusero in un sorriso gentile. Siii... L'ho incontrato. " ![]() |
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L'aspetto delle cose varia secondo le emozioni,
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Re: Capire le Free Hand |
#50 |
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alesi
27/10/2007
Roma - Italia
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10/6/2009 17:52
Citazione:
Se ho ben capito il post di alesi, per "fumabilità" lui intendeva (o non intendeva solo) il concetto di 'fuma bene/fuma male', ma anche, riallacciandomi alla prima parte del suo intervento, se con quella pipa FH lui, o chiunque, "si vedrebbe fumare". Ringrazio OldStyle che ha perfettamente chiarito il mio significato esteso di "fumabilità". |
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Fumate geniali
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) che tra le pipe postate, pur non andando matta per nessuna, mi dà più "sicurezza" la caminetto: una pipa con un inizio e una fine, una forma decisa e riconoscibile, degli spigoli, degli angoli e dei lati che non creano il disagio (almeno per me) come a vedere qualcosa di sfuggente e poco chiaro.

















Fumate geniali














