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Indice »  Marche di pipe
Peter Heding
n° 1
oremy
3/4/2002
Cattolica - Pesaro - Italia
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8-12-2015
12:29
Da una parte c’è il lavoro, anche se per Peter è più uno stile di vita, dall’altra c’è il gioco. In mezzo ci sono anni di scelte fatte e anni di scelte ancora da fare. Ma nella passione che si respira al laboratorio quando le due postazioni, quella grande e quella piccola, sono occupate, si sente la stessa intensità. Questo non dice nulla del futuro di Rasmus, deciderà strada facendo cosa vuole fare da grande, ma dice molto del passato di Peter. Solo 10 anni fa non c’erano né figli né pipe nella sua vita e pur andando tutto a gonfie vele, qualcosa non girava per il verso giusto. Una laurea in biologia, una posizione come ricercatore presso lo Steno Diabetes Center, un lavoro ben pagato, sicuro e con grandi prospettive di carriera. Tanto che è stato quasi d’obbligo pensare a un Ph.D......

Continua: http://goo.gl/cnNyDn
Il mio peggior difetto?
Non so nascondere a un cretino cosa penso di lui
Re: Peter Heding
n° 2
vintage
28/1/2015
romagna
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9-12-2015
11:05
Buongiorno a tutti.
Bella storia niente da dire. Ma voglio dare una mia personale chiave di lettura a questa storia, senza nulla togliere ai meriti di questo ragazzone scandinavo.
Un ragazzo laureato in biologia trova lavoro come ricercatore. Ma lascia tutto mette su famiglia e si dedica alla sua grande passione di costruire pipe. Sicuramente anche bravo visto che avrà anche successo ma sicuramente coraggioso per perseguire il suo sogno. Ma come tutto nella vita, gli eventi devono essere aiutati dalle circostanze.
In questo caso un contesto sociale ed economico favorevole, in cui si svolge tutto.
I paesi scandinavi anche se geograficamente fanno parte dell Europa, sono una realtà molto diversa.
Godono ancora di grosse risorse economiche, vivono in un contesto sociale ben organizzato con un tenore di vita molto elevato. Dove in ogni campo professionale non c' è una competizione esasperata come nel resto dell Europa. Situazione che da noi viene aggravata da decenni di crisi economica e devastati da immigrazioni di popolazioni che sfugge da situazioni ancora peggiori come le guerre o persecuzioni religiose.
Bravo Peter, ma non credo che se si fosse chiamato Ciro Esposito o Mario Rossi e viveva in Italia avrebbe lasciato il suo lavoro di ricerca per vendere le pipe del faraone a mille euro.
Raf.
Re: Peter Heding
n° 3
Sinan
25/12/2008
Genova
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9-12-2015
12:42
Come non essere d'accordo con Vintage...già.
Non so voi, ma leggendo larticolo ho avuto una strana impressione o meglio, la stessa che avverto ad ogni presentazione di un nuovo artigiano.
Mi spiego, ho spesso limpressione che si cerchi di vendere, ok diciamo promuovere, il pipemaker più delle pipe stesse.
Saranno pure le leggi del marketing, ma credo che i soci più senior ricordino i tempi in cui le pipe di un esordiente venivano passate (senza sconti) ai raggi X, e la biografia dellautore era poco più che complementare.
Estro, forma, azzardo stilistico o estremismo classicista erano i parametri di riferimento, mentre oggi essere uno che ce lha fatta , meglio se al limite del buon senso, sembra la migliore credenziale.
Probabilmente dovremo abituarci, tramontata (o quasi) lera dei grandi marchi il potenziale futuro della pipa è affidato alla galassia degli artigiani emergenti che comprensibilmente puntano ad un mercato di nicchia, hi grade a 3 zeri, ma in fondo sono dei bravi ragazzi........
........ma 'nsci libbri de stöia
Sinán Capudán Pasciá.....- F. De Andrè


Non conosco nessuna lingua, ma adoro assimilare da tutte e baloccarmi con un linguaggio composito.

http://www.youtube.com/watch?v=dGyAEGbTZGo
Re: Peter Heding
n° 4
oremy
3/4/2002
Cattolica - Pesaro - Italia
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9-12-2015
12:58
Il mio peggior difetto?
Non so nascondere a un cretino cosa penso di lui
Re: Peter Heding
n° 5
hal
29/3/2010
Ferrara
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9-12-2015
13:13
Ma...
io vedo solo una persona che ha seguito il suo talento,il suo sogno,che ha avuto il coraggio di sostenere le sue scelte.
Sicuramente il Paese in cui risiede favorisce molto di più rispetto al nostro e su questo concordo con @Vintage,ma non per questo è un demerito perchè non sempre anche nelle migliori condizioni tutti sfruttano le possibilità.
Sul passare le pipe ai raggi x degli anni passati,devo dire che molti commenti erano anche tranchant per partito preso a mio parere,ma siamo in una cultura che guarda più il difetto che il pregio.
Emergente,può essere...forse lunica cosa che infastidisce a molti sono i prezzi che per il nostro Paese sono di fascia alta,ma da noi se si vuole fumare e basta si può spendere molto meno.
In conclusione alcune sue pipe mi piacciono anche se fuori budget per me.

Dimenticavo anche dei nostri artigiani hanno alzato i prezzi decisamente negli ultimi anni e pare che in alcuni mercati vendono di più...
Fumatevi quello che vi piace in quella che vi piace.
Re: Peter Heding
n° 6
Sinan
25/12/2008
Genova
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9-12-2015
14:19
Beh, pipemaker significa alta qualità in una produzione per forza di cose limitata che si traduce in un costo significativo, spesso rivolto ad un'utenza che più che fumare colleziona. Niente di scandaloso, più discutibile invece la tendenza a spostare il focus dalloggetto alla griffe.
Quanto a Heding, più danese di così non si può, un'altra firma per gli appassionati del genere.
Proliferano i bravi artigiani, ottimo, ma a mio parere la creatività latita, specie tra gli scandinavi e i danesiggianti di ultima generazione che sembrano viaggiare più o meno sugli stessi binari.
Qualche eccezione ogni tanto spicca, ma nulla di dirompente come lesordio del Duca, tanto per fare un esempio.
Impressioni personali OT, ci do un taglio, ma spero che presto qualcuno deragli.
........ma 'nsci libbri de stöia
Sinán Capudán Pasciá.....- F. De Andrè


Non conosco nessuna lingua, ma adoro assimilare da tutte e baloccarmi con un linguaggio composito.

http://www.youtube.com/watch?v=dGyAEGbTZGo
Re: Peter Heding
n° 7
mauriser
11/9/2008
Cagliari
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9-12-2015
15:45
Il discorso è ghiotto e molto vasto, aldilà del soggetto in questione.
Comprende:
le facili crescite da impiegato del catasto a pipemaker a 3 zeri (più facile in certe Nazioni, ma anche da noi...);
le pipe danesi che, parliamoci chiaro, sono ormai più monotone di un giro in giostra;
i prezzi forzati verso lalto da un marketing che tira verso i collezionisti USA, Giappone, Russia, Cina, anche Italia nel suo piccolo, che le pipe non le fumano;
il collezionismo che acquista attratto meno dalloggetto che dalla griffe [cit. Sinan];
il prezzo delle pipe in genere, e degli esordienti in particolare.

Insomma, ce n'è da discutere, traendo spunto da una pipa da 1.000 € di un illustre sconosciuto!

Ma intendiamoci, va bene così...

Sinchè si può discutere, vedere pipe assurde, prezzi folli, Danesi fortunati e coraggiosi, si alimenta anche la discussione sugli artigiani emergenti italiani, sulle pipe usate al mercatino, sulle pannocchiette.

Si parla di fumo nella pipa!
Unconcerned but not indifferent.
Incurante ma non indifferente
(Man Ray)

Il rodaggio è una fase di maturazione non una tecnica
(Gerti)
Re: Peter Heding
n° 8
vintage
28/1/2015
romagna
Visualizza il profilo di vintage Invia un messaggio privato a vintage
9-12-2015
21:13
Non so se da parte di Emilia c' era lintenzione di segnalare solo una bella storia, ma conoscendola ne colgo anche la provocazione del suo spunto.
Ne è nato un confronto piacevole anche se con tanti O.T.
Quindi continuo.
Non sono legato allo stereotipo del fumatore con Dunhill e E.M. anzi mi piace lidea che il fumo della pipa sia diffuso in tutte le sue sfumature.
Ma per me la pipa rimane un oggetto con cui fumarci. Non mi piace lidea di pipamakers per collezionisti . E poi per fare una bella pipa non bisogna necessariamente farla diversa da tutte le altre.
Ritornando a casa nostra direi che ci sono bravissimi ragazzi che fanno belle pipe anche in Italia senza inventarsi stranezze a 1000 euro e oltre.
Vi cito qualcuno . Le ultime pipe di Volpe, la sua rivisitazione della famosa 55 versione anche in morta. Le panel di Penzo. Le meteora di Ardor.
E potrei continuare con tanti altri.
Dove collocare in questo scenario Peter? Non credo che comprerei una sua pipa al di la dei prezzi.
Re: Peter Heding
n° 9
Sw4n
10/12/2005
New York City
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10-12-2015
0:23
Chiariamo: Heding è un pipemaker meno giovane di quel che traspare nellarticolo, ovvero è un nome che si sente nellambiente già da diverso tempo.

Sulla competitività ecc non mi trovo d'accordo su quanto già espresso: di pipe e pipemaker è pieno il mondo, ancora più danesi.
Sicuramente, come ci capita vedere tutti i giorni con i pastrocchi degli hobbysti, solo alcuni ce la fanno davvero. E sono quei pochi che hanno delle capacità in più, che emergono in pipe armoniose e belle, oltre che fumabili.

Del resto anche da noi, che abbiamo questo ambiente tremendo e ostile, ogni anno si affaccia qualche nome nuovo, con qualcosa di nuovo da dire e che effettivamente riesce a ritagliarsi il suo spazio sul mercato.
Provate a pensare un po' di nomi che fino a 10 anni non c'erano...

E sul fatto che si vogliano raccontare storie è vero: come chiunque si è appassionato nel leggere la storia di Castello, Savinelli, Charatan, Baldi o Becker, così si racconta la storia di nomi nuovi e lontani.
Perché la pipa, specie se si tratta del lavoro di un solo artigiano, non è solo un pezzo di legno con i buchi. C'è sempre dietro la storia degli uomini che la fanno, il percorso che li ha portati lì e che inevitabilmente influenza il prodotto finito, nel suo concepimento e realizzazione.

Tanto di cappello a Peter, sicuramente la storia è un romanzato e anche lui avrà dovuto fare i suoi sacrifici e superare i suoi ostacoli per inseguire un sogno: occorre una fortissima motivazione e consapevolezza nelle proprie capacità, doti molto più rare di quanto si possa pensare.

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